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La domanda che ha sollevato dubbi e ira nell’ultimo periodo è:C’è un legame tra 5G e Coronavirus?“. Le fake news ovviamente non aiutano. In Italia ha fatto molto discutere l’accusa infondata di Gunter Pauli (consigliere economico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte) su Twitter. Questa dichiarava: “La scienza deve dimostrare e spiegare la causa e l’effetto. Ma la scienza prima osserva le correlazioni: fenomeni che sono apparentemente associati. Applichiamo la logica della scienza. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? Wuhan! E quale la prima regione 5G d’Europa? Il Nord Italia”.

Coronavirus e 5G: false notizie in tutto il mondo

Anche in Israele le fake news si diffondono a macchia d’olio. Delle voci avrebbero dichiarato la presunta morte di centinaia di pipistrelli legata alle onde elettromagnetiche emanate dalla nuova tecnologia del 5G. In Gran Bretagna, invece si vocifera che la rete di quinta generazione sia la causa del Coronavirus. Tali dichiarazioni hanno causato una serie di atti vandalici tra cui l’incendio di alcune torri della rete nella Merseyside, nei pressi di Birmingham.

In Inghilterra è intervenuto direttamente il governo britannico attraverso il servizio sanitario nazionale. Il ministro Michael Gove ha affermato che tali notizie siano “sciocchezze”, mentre il direttore del National Health Service, Stephen Powis, ha ribadito che non ci sia alcuna “evidenza scientifica”.

In Italia, fa da portavoce il virologo Roberto Burioni. Egli ha abolito le fake news in circolo: “Il 5G non contribuisce al contagio, serve a diffondere la voce…”, ha sottolineato rispondendo così indirettamente al consigliere Gunter Paoli.

Per abolire la diffusione di teorie complottiste dal web giungono delle drastiche decisioni. Ogni video caricato su YouTube riguardante la correlazione tra 5G e la diffusione del Coronavirus, verrà eliminato drasticamente.