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I tumori come ben sappiamo sono uno dei mali più letali dell’essere umano, questa tipologia di malattia infatti, unisce un potenziale dannoso intrinseco enorme ad una letalità legata alla silenziosità con cui iniziano ad invadere l’organismo, infatti uno dei fattori che influisce negativamente sulla prognosi post diagnosi di cancro è proprio la tardività con cui esso viene rilevato, dal momento che spesso i sintomi seri si palesano quando ormai la neoplasia è in stato avanzato.

Una caratteristica che caratterizza i tumori è la loro invasività, infatti le cellule neoplastiche tendono, in virtù della loro crescita incontrollata, a invadere tessuti e distretti circostanti, distruggendo il parenchima sano e sostituendosi ad esso.

Studiare le dinamiche di interazione tra tessuto tumorale e tessuto sano, costituisce uno dei punti principali su cui basare studi per arrivare ad una diagnosi più veloce ed una cura più efficace, ed è per questo che i ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno presentato una nuova tecnica di imaging che punta proprio a fare un passo avanti in questa direzione.

Microscopia SLAM

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la nuova metodologia si chiama Microscopia SLAM, ma cos’ha di così rivoluzionario ? Rispetto alle metodiche tradizionali, le quali richiedono un prelievo bioptico di un campione di tessuto, la sua successiva inclusione in paraffina e colorazione, step che richiedono tempo, il nuovo sistemo di microscopia consente di visionare un tessuto in tempo reale, anche all’interno del corpo, senza l’ausilio di nessun colorante o sostanza chimica.

Questa metodica prende il nome di Microscopia SLAM (Simultaneous Label-free Autofluorescence-Multiharmonic) e sfrutta l’emissione di impulsi luminosi simultanei a differenti lunghezze d’onde, i quali permettono così di ottenere molteplici immagini dei vari tessuti, in base al loro spettro di assorbimento, consentendo così di visualizzare tessuti diversi e catturare dettagli a livello molecolare, come ad esempio l’espressione di alcune proteine coinvolte in vari metabolismi.

In questo modo è quindi possibile monitorare lo stato metabolico di vari tessuti, tra cui quelli tumorali, arrivando quindi a poter valutare il rapporto del tessuto neoplastico con quello sano.

I ricercatori capitanati dal Dr. Stephen Boppart, hanno mostrato un ottimo entusiasmo, riservandosi però di effettuare ulteriori test sperimentali.