L’imminente attivazione della connessione 5G in molte città italiane porterà a compimento quella rivoluzione tecnologica su cui gli operatori hanno investito moltissimo.

Basti pensare che, su 6,5 miliardi totali, Vodafone e TIM hanno impiegato singolarmente circa 2,4 miliardi di euro nelle reti di quinta generazione. Questo perché la potenza della nuova rete sarà nettamente superiore a qualsiasi connessione mobile mai concepita fino ad ora.

Ciò che sarà possibile attuare con il 5G investirà qualsiasi ambito della nostra vita: dall’internet of Things, all’automotive, passando per le Smart Cities. Le sue potenzialità sono davvero straordinarie se si pensa invece alle corrispondenti del 4G: si potranno raggiungere picchi massimi in download e upload di 20 Gbps e 10 Gbps (anche se la velocità media reale si attesterà verosimilmente attorno a 1,4 Gbps, che rappresenta comunque un valore altissimo rispetto ai precedenti 10 Mbps). Questo sarà possibile grazie ad onde radio che raggiungeranno frequenze fino a 300 GHz – mentre quelle in uso attualmente non vanno oltre i 5 GHz.

La latenza, che di norma non dovrebbe superare i 4 ms, verosimilmente riuscirà a raggiungere mediamente valori di 1 ms, rispetto ai 20 ms dello standard LTE.

Valori così alti rispetto al passato potrebbero lasciar presagire che presto la connessione Wi-Fi possa essere dismessa in favore del 5G, ma per il momento questa possibilità potrebbe non verificarsi.

Wifi vs 5G: perché è importante mantenerle in vita entrambe

Attualmente il 5G non riuscirà a fornire le garanzie di connessione che gli utenti ritrovano nel WiFi. Questo comporterà un utilizzo ancora sostanziale della rete WiFi prima che il 5G possa fornire certezze in merito all’efficienza della connessione, che comunque sarà molto elevata.

Inoltre vi sono alcune funzioni, come la Disaster Recovery, che non sono state contemplate al momento, e che invece si ritrovano nelle reti WiFi. Questa servirà alle aziende per vedere i dati in salvo qualora si verificasse una calamità.

Questo scenario potrebbe verificarsi con le reti di sesta generazione, ma attualmente non si hanno certezze in merito.