difetti einstein costante cosmologica

Nella fisica di Albert Einstein fu introdotta una costante cosmologica per spiegare le sue equazioni di campo che descrivono la Teoria della Relatività Generale. Molti scienziati hanno tentato più volte di confrontarsi con questo artificio matematico per piegare l’Universo a leggi che ne dessero un senso.

Sebbene la costante cosmologica fu superata già dieci anni dopo da Hubble, ciò che lo stesso Einstein descrisse “come il suo più grande errorepotrebbe ritornare utile a spiegare il cosmo. L’ultima frontiera descritta da Lucas Lombriser dell’Università di Ginevra, tramite un nuovo metodo di calcolo delle formule di Einstein, è che la costante cosmologica vale se si ammette che esiste un Multiverso con una gravità variabile.

Come molti suoi colleghi dell’epoca, Einstein credeva che l’Universo avesse dimensioni fisse e nelle sue equazioni di campo spiega come la materia e l’energia modifichino lo spazio-tempo generando la gravità. Non concependo che lo spazio era in espansione e che le galassie stesse sembravano allontanarsi, Einstein introdusse nelle equazioni la costante cosmologica forzando la sua stessa teoria.

 

Einstein: risolto uno dei difetti della teoria della relatività

Ci vollero diversi decenni perché il mondo scientifico si accorgesse che tutto sommato il genio Albert non avesse completamente sbagliato. A fine anni ’90 i fisici realizzarono che l’Universo è in espansione con un moto accelerato, ma non riuscirono a spiegare l’energia oscura senza avvalersi di una costante cosmologica.

Secondo alcune teorie, l’energia oscura dovrebbe rappresentare il 70% della massa dell’Universo, ma in molti sono arrivati alla conclusione che la Teoria della Relatività Generale non può soddisfare una descrizione accurata dei fenomeni cosmici. Tuttavia tale teoria è il nostro migliore manuale per spiegare ciò che osserviamo, ma Lombriser assume l’ipotesi per cui la costante gravitazionale possa cambiare in Universi paralleli.

Per Lombriser “non esiste un Universo ma un Multiverso”, con regioni a noi invisibili in cui le costanti gravitazionali fondamentali cambiano. In questo modo, l’equazione aggiuntiva del fisico mette in relazione la costante cosmologica con la somma media della materia nello spazio-tempo, con un valore della costante molto vicino a quello stimato dalle osservazioni sperimentali.