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Ancora una volta gli assistenti virtuali destano preoccupazioni per quanto riguarda la registrazione, o comunque l’ascolto, delle conversazioni dei proprietari. Ovviamente il punto centrale di tutto questo è la privacy e l’esempio più vicino a livello temporale è quello di Siri e di Apple. Le autorità di regolamentazione di questo aspetto del Lussemburgo sono attualmente preoccupate sull’uso dei dati personali che i dispositivi con Alexa integrata raccolgono. Hanno chiesto direttamente ad Amazon di fare chiarezza su quello che avviene dietro le quinte.

Tali perplessità sembra essersi acuite proprio in virtù degli avvenimenti della scorsa settimana ovvero quando Apple e Google hanno sospeso le recensioni delle registrazioni dei dispositivi con a bordo il loro assistente virtuale, Siri da un lato e Google Assistant dall’altro. Se le motivazioni dietro l’ascolto delle registrazioni è supportato da una necessità di migliorare il servizio offerto, c’è comunque una forte preoccupazioni per quanto riguarda la privacy degli utenti, soprattutto nel momento in cui non ne sono totalmente consapevoli.

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Amazon ed Alexa: un problema di privacy

Per quanto le preoccupazioni del Lussemburgo potrebbero essere facilmente ignorabili, dobbiamo ricordare che tale paese presenta la sede principale nel continente del gigante dell’e-commerce. Le parole del portavoce di Amazon: “Per Alexa, offriamo già ai clienti la possibilità di rinunciare a utilizzare le loro registrazioni vocali per aiutare a sviluppare nuove funzionalità di Alexa. Le registrazioni vocali dei clienti che utilizzano questo opt-out sono anche escluse dai nostri flussi di lavoro di apprendimento supervisionato che comportano la revisione manuale di un campione estremamente piccolo di richieste Alexa.”