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La scorsa settimana era balzata alla cronaca una notizia che vedeva Apple ascoltare le registrazioni degli utenti in merito alle conversazioni che venivano fatte con Siri, l’assistente virtuale del colosso statunitense; il tutto è venuto alla luce in seguito ad un rapporto del Guardian. Ovviamente si è accesso qualche dibattito in merito alle violazioni della privacy che questo comportava. Il risultato è stato che con un annuncio la compagnia ha fatto sapere di aver sospeso momentaneamente il proprio programma globale.

While we conduct a thorough review, we are suspending Siri grading globally“, “Mentre conduciamo una revisione approfondita, stiamo sospendendo la valutazione Siri a livello globale“, queste le parole di un portavoce di Apple. Sostanzialmente è un’ammissione di colpa da parte della società, un cosa che fa molto di rado. A questo è stato aggiunto anche che nel futuro ci sarà la possibilità di annullare questo programma; questo vuol dire che è stato sospeso, ma che comunque ritornerà.

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Apple, Google, Amazon e gli assistenti virtuali

Ormai è chiaro che gli assistenti virtuali hanno dietro un orecchio umano. Non importa quale sia, se Siri, Alexa, Google Assistant o altro, le interazioni vengono studiate dall’uomo per migliorare la tecnologia. Ogni volta ci si stupisce di questo, ma non si dovrebbe. Da un lato c’è la volontà delle compagnie di offrire una qualità migliore del proprio servizio, mentre dall’altra c’è la paura dell’utente di essere spiato per altri fini. Lo dimostra il fatto che Apple continuerà a riproporre questo particolare programma, solo che darà la possibilità all’utente di tirarsene fuori.