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Dopo lo straordinario successo registrato in aprile, il Governo ha riaperto i cordoni della Pace Fiscale per consentire agli Italiani di rottamare le cartelle esattoriali in pendenza. Nell’ottica del Decreto Crescita, l’emendamento della Commissione Finanze alla Camera ha di fatto prorogato il condono fiscale fino al 31 luglio.

Ma la vera novità consiste nel fatto che anche il bollo auto è rientrato nelle tasse che si possono pagare a saldo e stralcio. Essendo una tassa sul possesso, il Fisco tratta il mancato pagamento del bollo auto come una qualsiasi cartella esattoriale, inviata al proprietario moroso dell’auto con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

 

Pace fiscale: arriva il condono sul bollo auto non pagato

La notizia del condono riguarda tutti i bolli non pagati e contestati dall’Agenzia delle Entrate tra gli anni 2000 e 2010. L’inserimento di questa tassa nella pace fiscale è dovuto a una recente sentenza della Corte di Cassazione e, in pratica, chi non ha pagato questa tassa nei dieci anni di riferimento, non è tenuto a versare più nulla.

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C’è da precisare che il condono per i vecchi bolli dell’auto è valido anche per coloro che sono attualmente in contenzioso con il Fisco, oppure per quelli che hanno inoltrato ricorso per non pagarli. La Cassazione ha stralciato anche la materia del contenzioso stesso.

Pertanto, chi non ha pagato il bollo auto dal 2000 al 2010 sarà decisamente avvantaggiato dal non dover corrispondere più nulla al Fisco, mentre non dovrà più preoccuparsi nemmeno dei contenziosi o delle sentenze di tribunale. Si spera, tuttavia, che questo condono funga da volano per far diventare i contribuenti morosi di nuovo virtuosi.