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A distanza di quasi 4 anni dal disastro legato ai Nexus 6P, l’ultimo membro di un progetto ambizioso, ma che non sempre ha dato i frutti sperati. Proprio in questo il dispositivo progettato/prodotto dai due colossi Google e Huawei è risultato fallimentare sotto tutti i punti di vista tanto che negli Stati Uniti è stata firmata una class action che ha portato ad una sentenza definitiva. A causa dei bootloop che hanno reso inutilizzabili molte delle unità in circolazione le due compagnie adesso sono costrette a rimborsare i consumatori e finalmente hanno accettato di farlo.

Lo smartphone arrivato sul mercato nel 2015 in realtà soffriva di due pesanti problemi e mentre uno era il bootloop l’altro era l’eccessivo drenaggio della batteria. Entrambe le compagnie hanno sostanzialmente il riconosciuto questi due problemi anche se non si sono presi la responsabilità, ma questo non è il problema. Adesso i consumatori che hanno avuto tra le mani un modello difettoso hanno la possibilità di richiede una compensazione che può raggiungere i 400 dollari; il costo totale sarà di 9,75 milioni di dollari quindi non una grossa cifra in proporzione ai profitti dei due colossi.

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Google, Huawei e i Nexus 6P

Già nel 2017 Google aveva offerto la possibilità di rimborsare l’utente offrendogli la possibilità di scambiare lo smartphone con un Pixel XL; quest’ultimi non potranno chiedere il rimborso in denaro. Per quanto riguarda chi non aveva accettato questa offerta potrà ricevere un somma in base al tipo di problema riscontrato. Se si ha solo avuto problemi di riavvio allora il rimborso sarà di minimo 10 dollari, ma che può salire fino a 75 dollari anche senza prova di questo. Se si hanno prove il risarcimento sale fino a 325 dollari mentre se si avevano problemi con la batteria il rimborso sarà di 45 dollari senza prove e 150 con; con entrambi i problemi e con le prove si raggiungono i 400 dollari.