Lo scorso 10 Marzo, il volo 302 della Ethiopian Airlines si è schiantato causando la morte di centocinquantasette persone. A provocare il terribile incidente sarebbe stato un difetto del software anti-stallo installato di recente suoi nuovi Boeing 737 Max: nonostante l’intero equipaggio abbia eseguito tutte le procedure necessarie per disattivare il sistema automatico, i piloti non sono comunque riusciti a riprendere il controllo dell’aereo.

L’incidente aereo ha sollevato non pochi dubbi circa le norme di sicurezza aerea, e sono molte le persone che continuano a chiedersi per quale motivo un aereo sia dotato di un salvagente per ogni passeggero ma non sia provvisto di un paracadute, un dispositivo salvavita che, a detta di molti, sarebbe molto più utile.

Le ragioni di tale scelta sono molteplici.

Perché sugli aerei mancano i paracadute?

Può sembrare contraddittorio, eppure gli aerei non sono provvisti di paracadute per assicurare la stessa incolumità dei passeggeri a bordo.

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Per usare un paracadute non basta, infatti, infilarsi uno zainetto e tirarne poi la cordicella, no. Il corretto utilizzo di un paracadute richiede anni di pratica e di esperienza, senza poi considerare che, dato il poco tempo che si ha a disposizione per compiere la manovra, l’uso di questo paracadute non farebbe altro che generare un maggiore caos su di un aereo già in delirio perché in precipitazione.

Inoltre, le uscite di sicurezza degli aerei di linea non sono adatte al lancio con il paracadute, e si rischierebbe di sbattere contro un’ala o la coda del velivolo. Insomma, la cruda verità è che in una situazione di emergenza, un passeggero ha molte più possibilità di rimanere in vita restando seduto al proprio posto e adottando le disposizioni di sicurezza già in uso.