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Dopo alcuni rumor circolati nei primi giorni di dicembre, TIM, Vodafone, Wind e 3 hanno deciso di fare chiarezza dicendo che non sono in programma eventuali rimodulazioni nel 2019. Dunque i presunti aumenti alle tariffe sono un bluff, ma è pur vero che quanto sostengono gli operatori di telefonia sono mezze verità.

Non hanno infatti specificato se la rinuncia alle rimodulazioni delle tariffe durerà per tutto il 2019 o solo per l’inizio dell’anno. Mentre noi sappiamo quanto è stata dispendiosa l’asta per le frequenze del 5G, e di certo tale investimento potrebbe richiedere nuovi aumenti dei canoni.

 

Aumenti operatori telefonici: nessuno crede alle promesse

Sappiamo fin da ora che i prezzi del 5G saranno altissimi, tanto che molti utenti dovranno valutare l’ipotesi di rinunciare per molto tempo all’iper velocità offerta dalla nuova connessione. Sempre se gli sarà loro consentito, poiché la spesa per la concessione delle frequenze del 5G quasi costringerà gli operatori di telefonia ad obbligare i loro clienti al passaggio alle nuove tariffe.

Per non parlare dei costi del cambio smartphone verso un device in grado di ricevere le frequenze del 5G. Si parla di oltre 100 euro in più rispetto ai modelli del 2018. Dunque anche i produttori di device mobili spingeranno con gli operatori ad obbligare i clienti al cambio di tecnologia.

Si profila dunque una trappola, un accerchiamento per noi poveri utenti (golosi) costretti a spendere fiumi di euro per navigare in 5G? Non lo sappiamo, forse siamo anche un tantino catastrofisti. Ma le ipotesi che vi abbiamo descritto non sono tanto distanti dalla realtà, così come le possibili rimodulazioni nel 2019 sono un tarlo difficile da rimuovere. Quando il 5G farà i suoi primi passi verso i consumatori, allora avremo modo di valutare meglio la situazione. Ma il futuro non è roseo per i nostri portafogli.