Facebook

Il social network Facebook è stato coinvolto in molti scandali negli ultimi anni, tra cui anche nell’interferenza russa nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, quando è stato eletto Donald Trump come Presidente. Secondo le ultime indiscrezioni, la piattaforma era al corrente di tutto ma ha preferito non parlare.

Se queste indiscrezioni dovessero rivelarsi vere, l’azienda di Mark Zuckerberg potrebbe sprofondare in un baratro mai toccato fino ad ora. Già il Parlamento inglese sta indagando sullo scandalo Cambridge Analytica grazie ad alcuni file sottratti alla piattaforma. Possiamo affermare quindi che i vertici dell’azienda stanno sicuramente incrociando le dita. Scopriamo i dettagli.

 

Il social network Facebook era a conoscenza delle interferenze russe nelle elezioni americane

Al centro dell’ultima vicenda ci sono alcuni dati utilizzati dai russi per influenzare le elezioni in Occidente tra il 2016 e il 2017. Il fondatore della società Six4Three, Ted Kramer, è stato costretto a consegnare i documenti in questione al Parlamento britannico. Più precisamente questi file contengono alcune e-mail relative ai controlli sui dati personali messi in atto dalla piattaforma. Six4Three ha affermato che la sua applicazione Pikinis è stata cancellata nel lontano 2015. La seguente applicazione permetteva a tutti gli utenti di individuare le foto in costume dei propri amici. In seguito ad un cambio di condizioni di Facebook, l’applicazione è stata rimossa.

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Successivamente è finita nella bufera essendo accusata di aver passato a sua volta, i dati a Cambridge Analytica e il regolatore britannico ha inferto a Facebook una multa di 500 mila sterline. Il Presidente della Commissione Dcms, Damian Collins, ha dichiarato alla BBC: “Abbiamo ritenuto che questa informazione fosse molto importante per l’inchiesta e chiesto a Ted Kramer i documenti che alla fine ci ha consegnato”. I documenti ora sono nella disponibilità della commissione, che tornerà a riunirsi nell’ambito dei lavori della sua indagine su “disinformazione e fake news“.

Facebook ha successivamente affermato di aver indagato sulla questione: “Gli ingegneri che avevano contrassegnato queste preoccupazioni iniziali hanno in seguito esaminato ulteriormente quest’aspetto e non hanno trovato prove di attività specifiche in Russia“. Al momento però è ancora in dubbio come la piattaforma abbia affrontato i tentativi russi di interferire nelle elezioni. Sheryl Sandberg, secondo le ultime indiscrezioni, avrebbe detto di non investigare sull’attività russa.