display touchUn sistema che trasforma qualsiasi oggetto in display. Questa la nuova campagna lanciata dalla britannica HyperSurfaces, una startup fondata dal connazionale Bruno Zamborlin nel cui interesse rientra una piattaforma che combina intelligenza artificiale e soluzioni smart.

 

Trasformare qualunque oggetto in un display touch

Il fondatore italiano Zamborlin ha espresso precise motivazioni in merito alla volontà di procedere verso il nuovo progetto:

“Ci siamo abituati a interagire con la tecnologia tramite tastiera, mouse e touchscreen, ma in futuro potrebbe non essere più necessario. Con HyperSurfaces ogni oggetto fisico, di qualsiasi forma, dimensioni o materiale – compresi legno, vetro, metallo e altro – può diventare intelligente e sensibile al tocco. Il nostro piccolo microchip individua le vibrazioni che facciamo quando tocchiamo l’oggetto, e capisce il tipo di interazione che ha avuto luogo, trasformandola in un comando digitale”.

A livello concettuale altro non è che una tastiera proiettata munita di sensori sensibili agli input delle dita. Si installa, si configura e si può usare su qualsiasi superficie solida. Non solo tavoli ma addirittura automobili, come testimoniato dai numerosi video dimostrativi diffusi online.

Ci sono diversi punti di contatto che attivano diversi comandi. Si può applicare a condizionatori d’aria, regolatori di velocità, impianti audio. Il sistema fa tutto da solo. Individua i punti di contatto e distingue le varie azioni, dall’apertura della maniglia agli oggetti poggiati sul cruscotto.

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Una soluzione davvero incredibile che porta display intelligenti in ogni parte della nostra vita, dall’automobile alla casa ed all’ufficio in sostituzione dei tradizionali sistemi di controllo manuale come maniglie e pulsanti. L’idea è quella di sostituire tutti i dispositivi manuali con un unico sistema di controllo digitale perfettamente integrato ed interconnesso con le nostre apparecchiature.

Nel 2019 si prevede la distribuzione del kit di sviluppo SDK che garantirà un miglior margine di integrazione verso applicazioni e sistemi di terze parti.

 “Siamo stati contattati anche da diverse aziende, interessati a integrare il nostro chip nei prodotti esistenti”

Un argomento che suscita senza dubbio interesse. Voi che ne pensate del progetto? Riuscirà a dare un “tocco di originalità” alla nostra vita? Lo scopriremo presto. Lasciateci le vostre impressioni.