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Come Samsung trova difficoltà a trovare spazio nel mercato cinese, Apple ha le stesse difficoltà in quello indiano, ma per motivazioni diverse. Gli ultimi rapporti sulle vendite hanno mostrato profitti bassissimi tanto che la compagnia non è neanche tra i primi cinque produttori. Anche se questo di per sé è un problema, per Apple quello più grande è un altro, l‘impossibilità di poter aprire negozi propri nel paese.

Ogni paese ha le proprie regole e la propria burocrazia e questa combinazione ha bloccato le mire espansionistiche della compagnia di Cupertino. I requisiti stringenti che il governo indiano pone alle aziende, ha costretto Apple ad avvalersi dei commercianti locali, questo in attesa di ricevere il via libera, ma dopo anni, ancora niente da fare.

 

Niente da fare

Uno dei requisiti era che la società avrebbe dovuto produrre il 30% dei suoi prodotti nel paese. Con l’arrivo dell’iPhone SE e dell‘iPhone 6, Apple era riuscita in questo intento, ma l’approvazione non arrivò comunque per via dei piani del governo rispetto agli investimenti esteri. Di fronte a questa scelta, la compagnia ha deciso di abbandonare il progetto e lasciare tutto ai negozi franchise locali.

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Se aggiungiamo il fatto che, come detto all’inizio, gli iPhone non si vendono bene nel paese, le motivazioni iniziano a scarseggiare. Con una popolazione di 1,4 miliardi di persone e meno di un milione di dispositivi spediti nel paese, la percentuale di share risulta così bassa che la sua influenza è nulla. Il fatto è che sono dispositivi troppo costosi, soprattutto quelli prodotti fuori dall’India per via delle tariffe aggiunte. L’unica speranza rimasta ad Apple è quella di vendere un po’ più unità, per lo meno quello prodotte all’interno.