La VR potrebbe avere un altro posto nel campo delle scienze mediche grazie alla tecnologia degli ingegneri del software di TeleSoftas chiamata VR Inner Child. Il software è inteso a risolvere i disturbi legati alla salute mentale attraverso tecniche di psicoterapia virtuale.

Il concetto è stato testato sulla terapia espositiva e sull’ansia legata all’acrofobia – una paura dell’altezza – in un ambiente virtuale. La paura delle altezze non è particolarmente rara, ma in alcuni casi può diventare debilitante per chi ne soffre. L’ansia risultante può essere debilitante in una moltitudine di modi, a volte causando un tale livello di disagio psicologico che si traduce in sintomi fisici. Gli ingegneri del software di TeleSoftas, così come gli psicologi e gli psicoterapeuti che prendono parte al progetto, sperano di dimostrare che la VR può essere uno strumento utile per affrontare il problema.

VR Inner Child espone i malati alla paura in un ambiente digitale controllato in modo che possano imparare ad affrontare quella paura.

Questo tipo di trattamento è spesso usato per cercare di invertire le predisposizioni psicologiche formate dai bambini e trasferite nell’età adulta. Per quanto riguarda l’attuale iterazione di VR Inner Child, le persone con la paura dell’altezza sono guidate al World Trade Center di New York. Un terapeuta supervisiona il processo mentre il paziente affronta la paura accanto a una rappresentazione virtuale del proprio sé infantile. I livelli di stress e altre metriche chiave della salute vengono monitorati per mantenere i valori entro livelli sicuri, aiutando a superare gradualmente la paura.

La VR offre un’opportunità unica in quanto può essere utilizzata per ricreare circostanze che causano ansia con un realismo tale da stimolare un’ansia o una risposta. Trasformando l’esperienza in qualcosa di simile a un gioco, l’azienda ritiene che sarà più facile persuadere i pazienti a prendere parte all’esperienza. Inoltre, spera di dimostrare che il suo software e la VR, in generale, sarebbero fattibili per trattare le fobie che vanno ben oltre l’acrofobia, sfociando in disturbi psicologici.