Brutte notizie in casa TIM, il nuovo piano prevede il taglio di 3000 dipendenti entro il 2020. Secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Messaggero”, l’azienda guidata da Amos Genish starebbe andando avanti per la sua strada, attuando un piano di radicale cambiamento che prevede il taglio dei dirigenti.

Secondo quanto riportato, attualmente in azienda operano 550 manager. L’operazione di ammodernamento dell’azienda prevede il taglio di circa un centinaio di manager, dopo che già nel 2017 ci fu un’altra operazione che toccò circa 200 manager.

Nell’ambito del piano sono previsti anche degli incentivi per 36 mesi con un risparmio annuo che è stato stimato in circa 30 milioni di euro. Naturalmente, non sarà così semplice visto che, prima di poter attuare il piano dei tagli, sarà necessario raggiungere un accordo tra l’azienda e la delegazione sindacale che attualmente è guidata da Oscar Valentini. L’incontro tra Valentini e il direttore delle risorse umane di TIM, Agostino Nuzzolo, è previsto già per la settimana prossima.

Il piano di tagli però, sempre stando a quanto riportato dal quotidiano della Capitale, si snoderebbe su tre fronti e quello del taglio dei manager sarebbe solo il primo step di una rifondazione.

Nel piano, infatti, sarebbero comprese: mobilità volontaria che varia dai 24 ai 36 mesi, riduzione giornaliera dell’orario di lavoro con conseguenziale riduzione della retribuzione, scivolo a sette anni (come decretato dall’articolo 4 della Legge Fornero e successivo emendamento).

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Il commento del Segretario Generale della Uilcom Uil, Salvo Uagliarolo, è netto e si dice dispiaciuto di come il nuovo manager di TIM non abbia spiegato quale sarebbe la visione sul futuro dell’azienda. Naturalmente, secondo Uagliarolo, prima di poter parlare di esodi e solidarietà espansiva occorrerebbe capire quale modello vuole avere la compagnia telefonica per poter affrontare un settore in continua evoluzione, fronteggiando anche gli “avversari” che sono i responsabili di una concorrenza molto agguerrita. Il Segretario continua, nell’ambito della sua intervista, asserendo che l’azienda ha preferito non spiegare i motivi che hanno spinto i vertici ad assumere tali decisioni.

Inoltre, le operazioni di TIM non si fermano qua. L’azienda, impegnata nel campo delle telecomunicazioni, ha tempo fino al 16 gennaio per presentare un piano che riguardi la Golden power decisa dal Governo qualche mese addietro. Il Governo potrebbe, dunque, esercitare il proprio potere al fine di tutelare la sicurezza di tutte quelle infrastrutture che sono state considerate strategiche. Dal canto suo TIM si è detta pronta a ricorrere al Presidente della Repubblica.

Un periodo non certo facile dunque per la compagnia guidata dal nuovo amministratore delegato Amos Genish che si trova a dover “lottare” su più fronti. Se da una parte il nuovo piano di tagli del personale frutterà all’azienda circa 30 milioni di euro in più all’anno, dall’altra la governance dell’azienda di telefonia dovrà scontrarsi con i sindacati che si dicono pronti a dare battaglia pur di salvaguardare i posti di lavoro. Si preannuncia una trattativa difficile che parte già in salita quella tra i vertici ed i lavoratori poco intenzionati a perdere il proprio posto, anche alla luce delle poche e poco convincenti spiegazioni fornite dall’azienda.