malware androidEsistono da sempre gli attacchi hacker ai dispositivi elettronici più famosi in circolazione, ma i dati che sono stati diffusi negli ultimi tempi da “G Data” , un programma di protezione anti virus per dispositivi elettronici, sono veramente allarmanti: un rilevamento di malware ogni nove secondi verso un sistema Android.

Ma procediamo con ordine.

Innanzitutto, cosa è un malware? Il termine è un’abbreviazione e unione delle due parole inglesi “malicious software” che tradotto risulta “software malintenzionato, dannoso” , ed è proprio questo che è: un programma o un documento che entra nel sistema elettronico, tanto un cellulare quanto un computer, e crea danni (a volte anche irreparabili) a questo.

Ebbene, il fenomeno è noto da anni e messo in atto da numerosi hacker senza un particolare scopo preciso, tanto che nel corso del tempo sono stati inventati sistemi Antivirus all’avanguardia in grado di impedire il danneggiamento dei dispositivi.

Ma alcuni sistemi sono più fragili e, per una serie di ragione, l’astuzia degli hacker riesce a penetrare e a disturbare gli utenti.

Nell’ambito dei computer, il software più colpito era la Windows, mentre per quanto riguarda la telefonia i risultati odierni sono chiari: Android sta subendo un vero e proprio bombardamento digitale.

Certo, le ragioni sono tante e alcune di queste anche banali.

Ovviamente, il sistema Android risulta essere il più diffuso sul territorio e dunque il più attaccabile dal punto di vista numerico, ma la responsabilità risiede anche alle debolezze presenti all’interno del sistema.

Leggi anche:  WhatsApp: è arrivata la nuova funzione che tutti aspettavano

Come detto in precedenza, infatti, il G Data riporta dati numerici chiari: 3 milioni e mezzo di nuovi malware nell’anno 2017 confrontati con i 215 mila del 2012, il che è preoccupante visto che il dato è in continua crescita.

Perché, dunque, colpire proprio Android?

E’ il sistema più diffuso, certamente, ma ha delle debolezze che rendono gli attacchi più facili del previsto. Il problema risiede negli aggiornamenti e nella difficoltà che comporta la loro attuazione sui dispositivi. Inoltre, c’è da dire, gli aggiornamenti non possono essere fatti su tutte le versioni dei dispositivi ma solamente sulle ultime e, dunque, attaccare i dispositivi più vecchi sarà un gioco da ragazzi.

Gli utenti aggiornati alle ultime versioni sono circa meno del 15% degli utenti Android, e solo su questi dispositivi il sistema di sicurezza è aggiornato e all’avanguardia.

I dati sono quindi sconcertanti e urge una soluzione al problema.

Si aggiunge anche il fatto che dispositivi di sicurezza sono disponibili per essere scaricati sul proprio cellulare o sul proprio tablet, tuttavia, a causa del loro costo elevato, è una precauzione che viene presa da pochi, anzi da pochissimi, circa il 30% degli utenti.