Google Play Store

Il Play Store non è più quell’isola felice su cui milioni di sviluppatori hanno, per anni, pubblicato innumerevoli applicazioni. Google, date le innumerevoli truffe accorse nel tempo, ha deciso di attuare controlli più rigidi, ma sopratutto di impedire alle altre app di sfruttare l’Accessibility Services.

Play Store: migliaia app a rischio rimozione

L’Accessibility Services sono, per chi non li conoscesse, delle API utili per realizzare applicazioni per i soggetti affetti da disabilità. In molti casi, tuttavia, l’azienda ha notato che alcuni sviluppatori ne hanno usufruito per scopi non consoni alle intenzioni iniziali. In altre parole, sono state sfruttate per creare app come Cerberus, LastPass, Tasker e tante altre.

Queste, secondo quanto leggiamo in rete, sono tra le applicazioni più amate e ricercate dagli utenti di tutto il mondo, soprattutto tra coloro che amano smanettare con lo smartphone.

E’ doveroso sottolineare, però, che tramite l’Accessibility Services, una volta concessa l’autorizzazione, portano a leggere tutti i dati provenienti da una determinata applicazione. Il rischio per la sicurezza è veramente elevato.

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Per cercare di evitare falle in software presenti sul Play Store, Google ha comunicato a tutti gli sviluppatori che le app in cui sono integrate tali API devono essere modificate entro 30 giorni. Trascorso il tempo, verranno analizzate e, se approvate, re-integrate nello store. Nel caso in cui, non superassero l’analisi, verranno completamente rimosse.

Naturalmente, non verranno in nessun modo toccate quelle app che sfruttano le API per utenti con disabilità.