Facebook

Da qualche tempo a questa parte molti utenti hanno ravvisato una situazione davvero molto strana: l’arrivo di tantissime richieste d’amicizia ogni giorno da parte di utenti sconosciuti.

Spesso e volentieri si tratta di utenti femminili con nomi davvero molto strani. Del resto anche voi sembrerebbe strano ricevere una richiesta d’amicizia da parte di una certa Anna Brigitte Kensington con residenza in Milano, Roma, Napoli e così via.

La risposta al problema è molto semplice: dietro a tutto ciò ci sono delle organizzazione criminali, appartenenti all’Est-Europa o all’Africa del nord. Questi profili Facebook rigorosamente fasulli, avrebbero lo scopo di intrattenere una conversazione portando l’utente a mostrasi in videochat che potrebbero trasformarsi in uno spettacolo a luci rosse.

Come parte la

Una volta adescato l’utente, il profilo fake salva il video e ricatta l’utente con una somma in denaro da elargire tramite un bonifico bancario o su una qualsiasi carta prepagata.

L’account Fake utilizza immagini del profilo trovate in rete per adescare la vittima che, accettata la richiesta d’amicizia, riceverà la proposta di videochiamata con alcune promesse piccanti. Lo scopo però è solo quello di ottenere materiale utile a chiedere un quello che sarebbe un vero e proprio riscatto.

Leggi anche:  Facebook, riconoscimento facciale: ecco quando arriverà e come funzionerà

Anche solo ad accettare la richiesta d’amicizia, potrebbe accadere un problema del genere dato che il malfattore potrebbe rubare vostre immagini creando dei fotomontaggi, pubblicandoli in seguito in rete o nei commenti di alcuni vostri post con amici.

Come proteggersi dalla truffa

Il nostro consiglio è forse scontato: non accettare tali richieste d’amicizia. Per controllare la veridicità di un contatto che vi chiede l’amicizia, basterà controllare il numero di amici, le amicizie in comune o magari confrontare la foto del profilo con google immagini che come ben sapete, mediante l’apposita sezione, permette la ricerca sul web.

L’ultima spiaggia, nel caso foste già nel bel mezzo del tranello, è richiedere l’intervento della polizia postale.