Android Wear 2.0
Android Wear 2.0 doveva segnare un punto di svolta per Google

Nei piani di Google, Android Wear 2.0 avrebbe dovuto rappresentare un’evoluzione del concetto di smartwatch. L’azienda di Mountain View infatti voleva realizzare una piattaforma adatta a tutti gli utenti grazie alla versatilità del sistema. Che si trattasse di attività sportiva, eleganza o facilità di utilizzo, gli smartwatch Android Wear sarebbero dovuti essere il punto di riferimento del settore.

Il contrasto sta proprio in questa versatilità. Infatti da un lato i principali produttori di elettronica stanno tentennando a rilasciare prodotti Android Wear 2.0 o stanno avendo problemi ad aggiornarli. Dall’altro invece, stanno entrando nel settore smartwatch tantissimi brand legati a settori completamente opposti a quello tecnologico.

Possiamo infatti citare brand di moda come Diesel, Emporio Armani, Fossil, Guess, Gc, Hugo Boss, Michael Kors e Tommy Hilfiger che hanno realizzato i propri smartwatch. In questo caso l’orologio assume un funzione legata prettamente all’eleganza e alla moda piuttosto che il companion per lo smartphone.

Dimenticatevi i dispositivi realizzati in plastica e i cinturini in gomma. Questi smartwatch sono di tutt’altro livello. Il settore del lusso ha permesso ad Android Wear di essere equipaggiato su più di venti modelli diversi di cui solo pochi legati al settore tecnologico tradizionale.

Per esempio con il dispositivo realizzato da Michael Kors è possibile integrare le foto presenti su Instagram o Facebook. Il Montblanc Summit punta sull’attività fisica attraverso il rilevamento della frequenza cardiaca. TAG Heuer ha presentato il Connected Modular 45 che possiamo definire tranquillamente come il massimo del lusso personalizzabile. Casio Pro-Trek Smart è il companion ideale per il trekking e le gite fuori porta. Louis Vuitton Tambour Horizon integra servizi esclusivi e dedicati ad organizzare i viaggi e i voli.