Facebook
Tre ragazzi svedesi stuprano una coetanea e documentano tutto il diretta su Facebook Live, arrestati. La polizia cerca prove sui social.

 

“Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”. Così diceva Albert Einstein e in questo caso non si può che essere d’accordo con lui. La notizia riportata oggi dalle più grandi agenzie di stampa internazionali è di quelle da far accapponare la pelle e riguarda tre giovani svedesi di 18, 20 e 24 anni che si sono resi protagonisti di un gesto spregevole che ha coinvolto il social network più famoso al mondo, Facebook.

I tre sono difatti stati arrestati dalle autorità svedesi quest’oggi dopo essersi resi protagonisti di un’azione spregevole, i tre difatti hanno usato le ormai famose e abusate dirette di Facebook Live per rendere edotti tutti i loro contatti dello stupro di gruppo che avevano pianificato e stavano eseguendo ai danni di una 21enne locale, Josefine Lundgren.

La ‘geniale’ mente dietro tutto questo era il 24enne che oltre a proporre al pubblico del social di Menlo Park l’azione spregevole ha documentato il tutto con tanto di fotografie su Snapchat. La diretta live era stata pubblicata su un gruppo da circa 60mila utenti che hanno assistito al triste spettacolo. Questo gruppo, simile a quelli che stanno facendo molto discutere in Italia in questi giorni dove vengono promossi comportamenti e ‘filosofie’ assurde e allucinanti riguardanti sessismo e violenza sulle donne, è stato ovviamente chiuso immantinente da Facebook e dalle autorità. In un secondo momento poi, è stato pubblicato un secondo video nel quale la vittima scagionava i presunti stupratori dichiarando di essere consenziente ma, come è ovvio supporre, è stata costretta a farlo sotto minaccia.

In una conferenza stampa successiva al fatto, la polizia svedese ha rivolto un appello agli utenti di Facebook, di Snapchat e dei social in generale, pregando, chiunque ne avesse la facoltà, di segnalare le immagini che provino direttamente il reato in quanto, come ha spiegato Magnus Berggren, vice capo procuratore, la polizia è in possesso di foto e video ma non di immagini specifiche. Il video, nonostante sia stato prontamente rimosso da Facebook, è stato evidentemente salvato dagli utenti che stanno provvedendo a farlo girare online. Nello stesso è riconoscibile uno dei tre arrestati in possesso di un’arma da fuoco.

Le statistiche, di cui però gli abitanti svedesi non possono essere certamente felici, collocano il Paese scandinavo al secondo posto per numero di violenze sessuali all’anno, superata solo dal minuscolo stato del Lesotho, enclave del Sudafrica.

Questo è solo l’ennesimo caso di violenza che comprende l’uso malsano dei social e di internet che dovrebbe farci riflettere profondamente su entrambi gli aspetti, sia sulla violenza tout court che sulle implicazioni che una cassa di risonanza come Facebook può dare ad un raccapricciante evento come questo. Fermo restando che la colpa è certamente tutta di coloro i quali si macchiano di certe nefandezze, sicuramente la possibilità che viene data a questo tipo di ‘utenti’ tramite il controllo approssimativo che viene effettuato su gruppi come quello di cui abbiamo parlato, permette che questo genere di cose accadano sempre più spesso. Non possiamo fare affidamento sul buon senso della gente, di conseguenza i social dovrebbero davvero stringere la cinghia attorno a comunità simili.