Pokémon GO
Ecco il nuovo sistema di ReCaptcha di Pokémon GO

Alla fine immaginavamo tutti che sarebbe successo: Niantic ce l’ha fatta, sembra difatti finita la festa per i giocatori di Pokémon GO abituati ad usare bot e scanner di terze parti per il powerlevelling e per tracciare i pokémon più rari.

Sappiate dunque che se il vostro bot non funziona più o la vostra app di scan, che vi ha permesso fino ad ore di dare la caccia in maniera chirurgica a Dragonite e Snorlax, non riesce più ad aiutarvi come un tempo, la colpa (il merito) è di Niantic che ieri, con un aggiornamento di sicurezza dal lato server, ha impedito a tutte le app di terze parti l’accesso a Pokémon GO.

La mosse è stata tanto banale quanto efficace, difatti attraverso l’inserimento al login dei classici captcha di Google (come da immagine in copertina), Niantic ora riesce a scremare gli utenti fair da quelli che tramite bot, ad esempio, hanno un comportamento inusuale. Per i normali utenti non è, ovviamente, una procedura invasiva, in quanto basterà mettere una spunta nel box di fianco alla scritta “Non sono un robot” e selezionare alcune immagini sottoposte dal software al fine di determinare la natura umana dell’utente. Il sistema di reCaptcha Advanced Risk Analysis considera l’intero comportamento dell’utente posto difronte al captcha riuscendo quindi a capire se si tratta di un umano, questo dà la possibilità a Google di passare oltre i vecchi testi distorti (che in realtà spesso non si capivano affatto), garantendo una migliore esperienza per l’utente.

Parallelamente Google ha implementato nuovi fix al fine di impedire che il gioco giri su dispositivi rootati anche quelli che, dopo il primo blocco, avevano utilizzato Magisk per ovviare all’impedimento. Se siete tra coloro che hanno usato questo metodo, dopo l’implementazione di Google SafetyNet, dovrete arrendervi all’unroot o cercare un nuovo metodo. Per adesso sembra che bisognerà arrendersi in quanto non è ancora stato trovato un metodo funzionante.

Da quanto si legge sul loro profilo ufficiale, gli sviluppatori di Magisk starebbero lavorando ad un nuovo update e sostengono di poter aggirare il nuovo SafetyNet check con il loro prossimo rilascio.

La community degli allenatori è stata ancora una volta scossa da questo blocco, in realtà la ragione, a nostro modo di vedere sta nel mezzo. Fermo restando che usare bot per il powerlevelling e per lo sniping di Pokémon rari è una cosa sconsigliabile, oltre che per il rischio ban ma anche perché i cheat abbattono il divertimento proprio e degli altri giocatori, per quanto riguarda le app di scan non ci sentiamo in grado di condannare l’utenza che ha usato i vari PokéVision, Pokémesh e simili, in quanto Niantic da questo punto di vista non ha ancora adottato un sistema di tracking anche vagamente utile lasciando gli utenti in balìa della fortuna di scontrarsi casualmente con un Pokémon molto raro che potrebbe essere praticamente dovunque.

Niantic, probabilmente resasi conto di quanto appena descritto, ha rassicurato l’utenza che il roll-out del nuovo sistema di tracking è in arrivo a brevissimo. Lo sviluppatore di uno dei più popolari scanner, FastPokeMap, come i suoi colleghi di Magisk, crede di poter aggirare i nuovi blocchi ma assicura che ci vorrà parecchio tempo e, il rischio, è che FastPokeMap, così come tutte le app concorrenti, possa chiudere a breve i battenti.

Niantic, dunque, ha preso il controllo completo. Bot, Scanner e Calcolatori di IV sono fuori uso e la mannaia del ban sta colpendo all’incirca ogni utente che abbia mai usato un bot in maniera continuata. La notizia non potrà che far piacere ai giocatori straight che finalmente vedranno premiata la loro onestà, anche se tutti aspettano un sistema di tracking decente.