Facebook laboratorio
In un immenso laboratorio Facebook testa ogni aggiornamento scrupolosamente, provandolo su 2000 dispositivi di marchi differenti

Molti utenti si lamentano dell’app di Facebook, notoriamente avida di risorse e secondo alcuni responsabile di un rallentamento generale delle prestazioni del telefono. Colpisce quindi la cura con cui i laboratori del social network più famoso del mondo testano ogni aggiornamento, con 2000 telefoni “cavie” che vengono monitorati alla ricerca di errori nel codice e margini di miglioramento.

L’app di Facebook presente sui nostri smartphone è indubbiamente un software complesso: monitora i nostri usi e consumi, ci mette a disposizione una pletora di funzioni social e integra al suo interno oltre 60 milioni di linee di codice (includendo la parte back-end, N.d.R.).

Antoine Reversat, un membro del team di ingegneri che ha spinto per creare il laboratorio di test, ci spiega come anche una sola linea di codice potrebbe provocare una regressione delle prestazioni dell’app in molti dispositivi, per qualunque ragione: ecco perché si rende necessario collezionare statisticamente le variazioni dovute alle modifiche al codice e monitorare le prestazioni nel tempo, in modo da poter correggere il tiro e garantire prestazioni soddisfacenti anche per i dispositivi meno performanti: la maggior parte degli utenti che utilizzano l’app mobile ha infatti un dispositivo con più di due anni di età.

In questo il Facebook Mobile Device Lab  situato a Prineville, Oregon, è un laboratorio all’avanguardia: molte aziende si affidano ad appaltatori esterni per testare le loro app, ma Facebook ha deciso di effettuare tutti i test in proprio, collegando 2000 dispositivi al suo sistema di analisi e monitorando ogni nuova versione software, a caccia di ogni variazione delle prestazioni e durata della batteria. Ci sono 60 alloggiamenti server, al cui interno di ognuno prendono posto 32 smartphone, ma presto ce ne saranno il doppio, aumentando la capacità di ogni server e avendo 64 dispositivi collegati.

Leggi anche:  Facebook, in arrivo il riconoscimento facciale per il login

Molte case software si affidano ad emulatori per testare variazioni nel codice, ma Reversat è categorico:”Non saremmo in grado di rintracciare una regressione dell’1% nelle performance del nostro software con un simulatore”. Ecco perché è necessario ampliare il parco dispositivi, seguendo di pari passo il boom di nuovi smartphone presentati ogni anno dalle case produttrici.

Curiosamente, nonostante la soluzione hardware e software adottata per testare i dispositivi sia tutta sviluppata dagli ingegneri di Facebook, non viene testata l’inefficienza dell’app quando viene utilizzata una connessione lenta, una condizione che interessa centinaia di milioni di persone nei mercati emergenti. Un’incongruenza significativa, specialmente considerando l’impegno profuso dal social network per promuovere Internet.org, la piattaforma per espandere l’utilizzo di Internet ai paesi che non hanno le infrastrutture necessarie per navigare sul web ed usare servizi social.

Nonostante tutto l’impegno profuso da Facebook per rendere la sua app per mobile più performante e meno avida di batterie, molte persone si rivolgono a soluzioni alternative, come Swipe o Folio. Voi avete mai riscontrati un calo di prestazioni usando Facebook sul vostro smartphone?