Google smartwatch
Google avrebbe deciso di dimostrare, al pari degli smartphone Nexus, la sua visione per il futuro degli smartwatch

Secondo una fonte certa Google sarebbe al lavoro su due dispositivi Android Wear concepiti e prodotti interamente dalla casa di Mountain View: i nomi in codice dei dispositivi dovrebbero essere Angelfish e Swordfish.

L’affidabilità della notizia sembra essere molto alta, a giudicare dal report che i colleghi di Android Police hanno pubblicato: Google sarebbe al lavoro su due dispositivi Android Wear pensati per mostrare le potenzialità di Android Wear e scoprire cosa ci riserba il futuro, integrando al loro interno Google Assistant, l’Intelligenza Artificiale che integra i servizi di Google presentata al Google I/O 2016.

Proprio in virtù dell’integrazione di Google Assistant e dell’annunciata versione 2.0 di Android Wear, che sarà disponibile entro pochi mesi insieme al rilascio di Android Nougat, la possibilità che due dispositivi “Nexus” Android Wear vengano rilasciati sembra molto alta.

Il primo dispositivo, nome in codice Angelfish, dovrebbe essere quello più completo e ricco di funzioni: presente il GPS, il sensore di battiti cardiaci, con la capacità di accogliere una sim per connessioni LTE e l’avvento delle app stand-alone disponibili in Android Wear 2.0 esso si presenta come uno smartwatch capace di operare in maniera totalmente indipendente dal nostro smartphone.

Angelfish avrebbe un design simile al Moto 360 e l’LG Urbane 2nd Edition LTE, con 3 pulsanti fisici posti a lato della corona circolare, in cui spiccherebbe l’assenza dell’odiato taglio “a mezzaluna” presente sugli smartwatch che incorporano il sensore di luminosità, come nel caso della seconda generazione del Moto 360. Il diametro dovrebbe essere di 43.5mm, che si pone in una via di mezzo tra la versione grande del Moto 360 con diametro di 46mm e la versione piccola, che è di 42mm.

Il secondo dispositivo, Swordfish, sembrerà adottare uno stile più vicino a quello del Pebble Time Round, riducendo però le spesse dimensioni dei bordi presenti in quest’ultimo. Swordfish avrà un singolo pulsante posto a lato, e non avrà la connessione LTE integrata: uno smartwatch da usare in tandem con il nostro smartphone, ma le app stand alone di Android Wear 2.0 ci verranno in aiuto permettendoci di poterle utilizzare anche senza l’ausilio del nostro telefono.

Curiosamente sembra che il più grande dei due dispositivi, Angelfish, non sarà compatibile con i cinturini MODE prodotti da Google per tutti gli smartwatch Android Wear; ritorneremo su questo punto appena avremo notizie più esaustive.

Se la notizia fosse vera la strategia di Google sembra essere molto semplice ed efficace: mostrare al mondo cosa siano capaci di fare i dispositivi Android Wear con la versione 2.0 e l’integrazione dell’intelligenza artificiale di Google Assistant. Sarà come avere un assistente personale al nostro polso, richiamabile in qualsiasi momento; se poi avremo al polso Angelfish potremo anche fare a meno del nostro telefono e sfruttare la connessione LTE integrata. Voi cosa ne pensate? Due dispositivi Android Wear “Nexus” sono la risposta definitiva alla stagnazione del mercato degli smartwatch? Diteci la vostra nei commenti.