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Un robot, di nome Promobot, è fuggito spontaneamente dal laboratorio in cui si trovava per essere programmato. La singolare vicenda è accaduta in Russia.

Un robot è fuggito spontaneamente dal laboratorio in cui si trovava per essere programmato, a causa di una porta lasciata aperta. Dopo essersi orientato con maestria per le strade del centro cittadino, Promobot (questo il nome dell’automa) ha esaurito le proprie batterie bloccando il traffico e creando scompiglio tra gli automobilisti. La singolare vicenda è accaduta qualche giorno fa a Perm, in Russia.

La notizia fa sorridere, eppure si tratta di un reale fatto di cronaca svoltosi ai nostri giorni, meglio intesi come i “tempi della robotica“. Malgrado la fuga in questione sembri quasi la trama di un film di una velata “comica fantascienza” e venga anche definita “spontanea” dagli ingegneri impegnati nel progetto, molti media russi sono convinti che la vicenda sia nient’altro che una strategia di marketing architettata dalla stessa casa produttrice, l’omonima Promobot.

A raccontare l’ironico episodio è Oleg Kivokurtsev, il co-fondandatore della compagnia. L’uomo ha riferito che: “Promobot si trovava nella sala test per apprendere alcuni algoritmi per il movimento automatico“. Nello specifico, l’ingegnere fa riferimento a un prototipo ancora in fase di sviluppo, bianco e dotato di un display sul torace e sul volto. L’insolito protagonista della vicenda fa parte di un programma che prevede l’addestramento di robot, appartenenti alla generazione V3, che siano in grado di interagire con clienti e visitatori all’interno di alcuni centri commerciali russi.

Il fatto: la fuga “volontaria” di Promobot

Una porta, lasciata distrattamente aperta da uno degli ingegneri, ha permesso all’androide di uscire e di esplorare – su due ruote – nuovi spazi. E non solo: la macchina sarebbe riuscita a muoversi con disinvoltura evitando ogni sorta di ostacolo. Circa 40 minuti più tardi, mentre si trovava in strada, il robot avrebbe esaurito improvvisamente le batterie bloccando il traffico cittadino e creando un grande ingorgo nella carreggiata. A seguito di una serie di segnalazioni, sono intervenute le autorità locali di Perm per evitare che la macchina potesse recare, in modo del tutto involontario, ulteriori danni a cose o a persone. Infine, le forze dell’ordine hanno riaccompagnato l’automa a “casa” dove lo aspettavano, preoccupati, i suoi programmatori.

L’evento segnala l’attuale inaffidabilità della macchina

Filippo Cavallo, esperto di robotica presso l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa, ha definito l’evento come un fatto tutt’altro che sardonico: “Chi ha programmato l’esperimento” ha precisato l’ingegnere: “avrebbe dovuto dare al robot un’area di operazioni definita, con un limite massimo all’interno del quale muoversi e da non superare“. Tale fuga “volontaria” dimostrerebbe che, al momento, l’androide non possa essere ritenuto una macchina affidabile. Inoltre, secondo Cavallo, questa “libera uscita” deve essere considerata come “uno spunto importante per chi sta lavorando sulle capacità cognitive dei robot di orientarsi nell’ambiente e uno stimolo a costruire macchine in grado di collaborare con l’uomo“.

Seppur dotato di un’Intelligenza Artificiale, un androide può davvero scegliere autonomamente di andarsene in giro? Probabilmente, ancora una volta, la colpa è da attribuire all’ennesima distrazione dell’essere umano. Per fortuna, in questo caso, non sono stati rilevati danni e la notizia è addirittura in grado di strapparci un sorriso.

Vi alleghiamo il video che testimonia questa bizzarra fuga avvenuta in Russia.

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