Samsung
Samsung ha acquistato Joyent, l’azienda specializzata nel settore del cloud.

Samsung ha annunciato l’acquisto di Joyent, un’azienda californiana specializzata nello sviluppo di cloud. L’obiettivo del colosso sud coreano è realizzare una propria piattaforma per supportare i device del marchio come smartphone, smartwatch, funzionalità software e prodotti legati all’Internet of Things.

E pensare che, fino a ieri, Samsung era costretta ad affidarsi a venditori esterni, come Amazon Web Services, per ottenere servizi cloud. Non dimentichiamo che, in passato, l’azienda aveva già cercato di portare avanti diversi progetti analoghi, tuttavia senza ottenere risultati soddisfacenti.

Questa volta, invece, le cose sembrano essere andate diversamente. Infatti, tale inaspettata acquisizione consentirà all’azienda di avere “una propria piattaforma cloud in grado di supportare la crescente offerta di servizi mobili, IoT e basati su cloud“. In altre parole, grazie alle soluzioni proposte da Joyent, la nota società coreana potrà finalmente iniziare a competere con Google, IBM e Microsoft anche nel campo concernente l’archiviazione, la trasmissione e l’elaborazione dei dati.

Inoltre, non va trascurata la scelta, da parte di Joyent, di affidare totalmente “Triton” nelle mani del colosso sud coreano. Stiamo parlando di un particolare software impiegato per creare ambienti di virtualizzazione a container: la sostanziale differenza dalle altre soluzioni offerte dalla concorrenza, come per esempio “Docker Datacenter“, sta nella completezza dello stack costituito dal sistema operativo Triton SmartOS, che supporta molte applicazioni mobili senza dover contare, necessariamente, su una piattaforma.

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Dunque, la componente tecnologica risulterebbe il fattore decisivo nell’accordo preso con la società californiana, impegnata da tempo nel settore del cloud. Chiaramente, con questa mossa strategica, Joyent potrà finalmente puntare su una clientela più ampia e variegata; e, al contempo, Samsung diffonderà su scala globale i servizi legati a “Triton” e “Manta“, quest’ultimo utilizzato per conservare i dati delle applicazioni e per collegare allo storage diverse funzioni legate all’elaborazione “serverless“.