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E ora Facebook ci prova con Music Stories. Dopo aver calamitato oltre il miliardo di utenti mensili, un numero esorbitante per un social network, il dominio sul settore Zuckerberg lo sta orientando verso altri lidi, nella fattispecie sfidando colossi come Spotify e Apple Music.

Il successo del social media, è ormai dato appurato, è dato dall’immediatezza nel veicolare le notizie, nella loro condivisione e nel libero apprezzamento e coinvolgimento di una larga fetta di pubblico. Facebook, oggi, sembra voler sfidare altri settori e dilagare in quello del mercato mobile, magari concentrandosi sull’introduzione di alternativi canali musicali.

Cosa è Music Stories

Si tratterà, in pratica, di una nuova feature che permetterà all’utente (iscritto a Facebook) di ascoltare un’anteprima di 30 secondi di un qualsiasi brano inserito nelle “biblioteche” musicali come iTunes, Apple Music o Spotify. La possibilità verrà data sebbene non occorrerà assolutamente che sul proprio dispositivo una delle tre app sia stata precedentemente scaricata. Una libertà di vincolo, dunque, che permetterà all’utente di ascoltare un brano sebbene, lo ribadiamo, per un periodo limitato di 30 secondi.

Cosa accade dopo questi fantomatici 30 secondi? All’utente verrà richiesto se desidera collegarsi alla piattaforma (iTunes, Apple Music, Spotify) per l’acquisto e/o l’ascolto completo della canzone. Tutto il resto funzionerà in automatico, ovvero condividendo il link del brano presente nella banca dati di una delle tre app per creare un box. Questo sarà contrassegnato da un’immagine rappresentativa del pezzo ed un tasto per far partire la riproduzione.

Music Stories, almeno per i primi periodi di test, sarà disponibile solamente per i dispositivi iOS. Per usufruirne, occorre attendere un aggiornamento che verrà rilasciato molto a breve. Tuttavia, anche la fase sperimentale prevede un’utenza ristretta: come sempre, quella statunitense e inglese. Ma ancora non c’è da disperare perché, almeno al momento, non è stata data la conferma a riguardo. È però certo che, dopo i test di routine, il servizio verrà esteso al resto dei paesi e anche al mercato Android.