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Se ne parla ormai da tempo: nel terzo trimestre del 2015, i PC continuano a perdere terreno. Fagocitati dall’esplosione dei dispositivi mobili, i computer stanno diventando sempre più dei prodotti relegati principalmente ad ambienti professionali e lavorativi.

La tendenza è la stessa da un po’ di tempo ormai, oggi l’utenza predilige la mobilità e la maneggevolezza di smartphone e tablet per reperire informazioni sulla rete e mantenersi connessi con altre persone. La riflessione però non termina solo con questo aspetto, le motivazioni sono molteplici. Tutti si aspettavano una ripresa trainata da Windows 10, anche nel breve periodo, ma ad un’attenta analisi, è facile capire come l’effetto del nuovo software di Redmond sia da vedere più ad ampio raggio ed a lungo termine; il fatto di aver creato un OS in grado di funzionare agevolmente su prodotti già datati (funzionanti con Windows 7, 8 e 8.1), ed averlo distribuito gratuitamente, fa si che l’utente riesca a rimandare la sostituzione del proprio PC.

La flessione è stata stimata in un valore che va dal 7,7%, dichiarato da Idc, fino al più duro 10,8% percento di Gartner; il confronto è su base annua. In questo clima non proprio idilliaco la fa da padrone Lenovo, che ha la porzione maggiore di mercato, intorno al 20%; a seguire  HP e Dell, che cercano di fare del loro meglio per rimanere a galla. Assolutamente degno di nota, in ambito PC, è il trend costantemente positivo di Apple, che si assesta al quarto posto con il 7,5% grazie agli ottimi volumi di vendita dei nuovi MacBook.

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Di fondamentale importanza sarà l’annata 2016, considerata a tutti gli effetti il momento in cui i PC potranno prendersi la loro vendetta, alimentata da nuovi prodotti come i dispositivi convertibili 2-in-1 (notebook – tablet) e gli ultrabook; questi ultimi hanno già consolidato la loro fetta di mercato, specialmente negli U.S.A.

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