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Ha raggiunto l’obiettivo dei finanziamenti il progetto di Better Re, dell’azienda Enlighten, che ha come scopo il riutilizzo di batterie ormai abbandonate ma ancora efficienti.

Secondo Enlighten, in media i nostri smartphone vengono cambiati ogni 2 anni quando le batterie hanno ancora l’80% di efficienza. Partendo da questo presupposto, poco condivisibile a mio avviso, la start-up ha chiesto 50.000 dollari per realizzare un progetto grazie al quale le mal capitate batterie di vecchi smartphone potranno essere trasformate in power bank.

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Con Better Re potranno essere create delle power bank “low cost” utilizzabili per tutti i device, persino i laptop.

Ora che la quota dei finanziamenti è stata raggiunta, il progetto potrà essere realizzato ed i pacchetti a disposizione dei clienti saranno essenzialmente di due tipi:

  • Confezione da 39 dollari che comprende una scocca per batteria (pluriadattabile) ed un cavo USB;
  • Confezione da 55 dollari che include anche una batteria usata e dei pannelli con incisioni sulla scocca.

Secondo Enlighten lo scopo del progetto è del tutto legato all’ambiente ed al riutilizzo di componenti ancora efficienti che secondo loro vengono scartati dagli utenti.

Senza soffermarmi sul costo che, potrebbe essere giustificato da una motivazione etico-ambientale, le domande che mi pongo sono due:

  1. Chi quando cambia uno smartphone, dopo due anni o meno, non lo rivende ma lo lascia nel cassetto? Non si può mica pensare che lo rivenda senza batteria eventualmente. 🙂
  2. Si può davvero affermare che dopo due anni la batteria di uno smartphone sia ancora così performante da poter essere utilizzata come power bank?

Sono un po’ scettica riguardo la reale utilità dell’invenzione che però pare entusiasmare moltissimo i suoi autori che si dichiarano a lavoro per creare scocche per batterie più grandi.

Forse sono io ad essere un po’ scettica? Cosa ne pensate?