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E’ da maggio che ormai si “rumoreggia” ampiamente su come sarà e quando uscirà il nuovo capolavoro di Motorola. Beh, dopo aver congetturato la presunta data del lancio dell’ X Phone (che sarebbe previsto per ottobre), adesso su Twitter compaiono i primi (probabili) dettagli tecnici.

Un processore Dual-Core 1.7 ghz MSM8960, 2 gb di RAM e 16 gb di memoria integrata per sfruttare al meglio il nuovo aggiornamento di Android Jelly Bean (4.2..2). L’ampio display da 1196 x 720 (risoluzione 720p) sarà dotato della nuovissima tecnologia IPS (che pare abbia di gran lunga superato l’ottima qualità dei display AMOLED). La fotocamera esterna dovrebbe garantire fotografie da 10 megapixel mentre la frontale, con i suoi 2 megapixel, offrirà la possibilità di videochiamare ad un’ottima risoluzione.

Alcuni probabilmente saranno un po’ scettici temendo che il processore dual core non sia sufficiente a competere con i terminali di ultima generazione, che montano senza problemi dei quad core. Ebbene, abbandonate ogni timore perché parecchi test di confronto sono stati eseguiti e le performance dell’ X Phone pare abbiano superato quelle di dispositivi di tutto rispetto come il Samsung Galaxy S4 e l’HTC One.

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Il terminale sarà inoltre dotato di una suite di sensori fra i quali misuratori della velocità mentre si guida una macchina, riconoscimento della rimozione del telefono dalla propria tasca e una serie di funzioni utili in caso di emergenze. Ma non è tutto, pare che il Motorola X Phone potrebbe essere il primo a possedere la tecnologia “vitamin authentication“.  Quest’ultima innovazione di Google richiederebbe al proprietario del telefono di ingurgitare una pillola (ricaricabile tramite gli acidi dello stomaco) che, tramite dei segnali inviati al dispositivo, ne consentirebbe lo sblocco. In poche parole: diventeremmo delle password umane! Sono un po’ scettica, de gustibus non disputandum est…

Beh pillole o meno, restiamo in attesa di poter scoprire questo nuovo gioiello, nella speranza che Motorola, dopo essere stata acquisita da Google, possa riprendere a brillare come ai tempi del fantastico StarTac.

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