L'impatto dell'uomo e delle aziende sull'innalzamento preoccupante delle emissioni di CO2
L’impatto dell’uomo e delle aziende sull’innalzamento preoccupante delle emissioni di CO2

Siamo abituati ad allarmarci subito, quando sentiamo le parole “effetto serra”. Ma che significato hanno davvero?

Il fenomeno dell’effetto serra è un processo naturale che, di suo, non è necessariamente negativo. I gas serra, tra cui la CO2, il metano e l’ozono, permettono alla Terra la riflessione verso il suolo di una parte dei raggi infrarossi del sole ad a trattenere il calore da essi prodotto. Così facendo riescono a mantenere un clima favorevole alla vita sulla superficie terrestre. Purtroppo, però, alla fine qualcosa è andato storto. E quel qualcosa è proprio l’uomo. Questo delicato equilibrio è minacciato dalle azioni umane, che hanno portato ad un drastico aumento delle emissioni di CO2, mettendo a rischio il nostro pianeta.

E’ proprio l’aumento dei gas serra a provocare il discusso riscaldamento globale, tanto da spingere alcuni ricercatori dello Stockholm Resilience Centre a coniare il termine “Hothouse Earth”, ovvero “Terra Serra”. Come si può facilmente intuire questa non è una prospettiva rassicurante, ma suggerisce scenari catastrofici per il futuro del nostro pianeta che in parte stiamo già iniziando a sperimentare.

 

L’impatto dell’industria sulle emissioni di CO2

Le fonti delle emissioni di CO2 sono diverse e tutte legate all’attività umana. Il 77% di esse proviene dall’uso di energia, con il settore dei trasporti che contribuisce per un terzo del totale, mentre il restante due terzi proviene da settori come l’agricoltura, i processi industriali e lo smaltimento dei rifiuti.

Ma anche l’industria ha un impatto significativo sulle emissioni di CO2, con il settore della lavorazione del calcestruzzo che spicca negativamente. Questo materiale, ampiamente utilizzato nell’edilizia, richiede temperature elevate per la sua produzione, generando quindi consistenti emissioni di CO2.

Sono state avanzate diverse idee e proposte alternative per ridurre le emissioni di CO2 legate al calcestruzzo. Aziende come Carbicrete, per esempio, si stanno muovendo proprio verso una direzione più eco-sostenibile e stanno sperimentando l’uso di materiali leganti alternativi al cemento, come le scorie d’acciaio. Si spera così di ridurre l’impatto ambientale della produzione di calcestruzzo il più possibile.

Anche la scienza viene in soccorso mettendosi alla ricerca di materiali diversi e innovativi come il calcestruzzo geopolimerico, sviluppato dal professor Ashraf Ashour dell’Università di Bradford e il suo team. Questo tipo di calcestruzzo offre una preparazione alternativa meno inquinante rispetto alle attuali tecniche tradizionali.

 

Zero emissioni entro il 2050

Questi cambiamenti, che possono sembrare piccoli o irrilevanti, potrebbero cambiare il corso della storia dell’uomo. E’ infatti essenziali che si giunga ad una soluzione nel più breve tempo possibile, poiché le emissioni di CO2 hanno ormai raggiunto la soglia dei livelli critici. E’ quindi imperativo uno sforzo globale affinché si lavori insieme per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050, come segnato nell’Accordo di Parigi, un trattato giuridicamente vincolante firmato da 196 Paesi, ma che, ahinoi, stenta ancora ad essere applicato.

L’adozione di pratiche sostenibili nella produzione di materiali da costruzione, come il calcestruzzo, è essenziale per affrontare la sfida del cambiamento climatico e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.

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