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Il registro che avrebbe dovuto proteggere gli italiani dal telemarketing invasivo – anche sugli smartphone, come si legge in un articolo pubblicato sull’edizione di Repubblica – si è rivelato un vero e proprio fallimento. I call center, infatti, sembrano aver escogitato una serie di metodi per superare le resistenze degli utenti alle chiamate insistenti, perseguitando senza sosta i clienti a tutte le ore del giorno e della notte con messaggi di vendita e altre forme di pubblicità.

Per raggiungere questo obiettivo, vengono utilizzati diversi approcci. Durante questi anni, infatti, le società si sono fatte strada tra diversi divieti che ostacolavano la loro insistenza nel chiamare i ‘clienti’. Uno di questi strumenti è il registro delle opposizioni a cui tutti possono iscriversi.

Call center, ecco come evadono i divieti

Dunque, come hanno fatto ad aggirare i divieti ? Per cominciare, i call center sono più difficili da trovare perché si trovano al di fuori dell’UE e i loro numeri di telefono sono protetti. È una perdita di tempo avere un Garante della privacy, poiché non può vietare loro di violare la legge o sanzionarli per averla violata trovandosi al di fuori dell’UE. I clienti possono essere convinti a firmare contratti che poi vengono inviati a terzi dai lavoratori dei call center. In alcuni casi, un singolo call center può rispondere al telefono per diverse aziende.

Coloro che sono stati tra i primi ad accogliere con favore la novità del registro delle opposizioni sono stati delusi dal fatto che non è stato compiuto praticamente alcun progresso nonostante l’impennata del numero di iscrizioni.

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Appassionato di tecnologia e videogiochi. Sono uno studente di Ingegneria informatica a tempo pieno, ma ho anche altri difetti.