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L’outbreak della variante Delta, prima nota come indiana, di Covid ha allertato il mondo intero. Partita dall’India, la mutazione si è rapidamente espansa in numerosi Paesi limitrofi e ha raggiunto anche l’Europa, interessando prevalentemente il Regno Unito.

La variante si è così guadagnata il primo posto per incidenza nei nuovi casi e ha creato anche una certa preoccupazione, giustificata dalla maggiore gravità dei suoi sintomi e dalla facilità con cui poteva avvenire il contagio.

La grande quantità di cittadini britannici interessati dall’infezione da SARS-CoV-2 nella variante Delta, però, ha altresì permesso di avere dati sufficienti a metter su un importante studio epidemiologico. Questo studio ha dimostrato l’efficacia delle vaccinazioni con Astrazeneca nel combattere l’insorgenza della malattia in chi ha completato il ciclo di vaccinazione.

 

Vaccini, la variante Delta rallenta la sua corsa di fronte al vaccino

Il campione preso in considerazione per lo studio comprende 14.019 casi di variante Delta emersi tra il 12 aprile e il 4 giugno nel Regno Unito. Questi dati, identificati come “real world data“, hanno una maggiore rilevanza rispetto a quelli emersi dopo gli studi in laboratorio, e pertanto più importanti.

Lo studio in questione sottolinea come il vaccino Vaxzevria sia efficace al 92 per cento contro i ricoveri causati dalla mutazione. Tra i ricoveri, inoltre, non si è registrato nessun caso di morte. Questi dati fanno riferimento a soggetti che avevano già completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi.

Un altro studio pubblicato qualche giorno fa sulla prestigiosa rivista The Lancet aveva già confermato l’efficacia di Pfizer nel limitare l’espansione del contagio da coronavirus.

Un’ottima notizia che prova una volta in più l’importanza di sottoporsi alla vaccinazione in questo momento così delicato.

VIAThe Lancet