bitcoinTra sabato e domenica scorsa, la perdita di Bitcoin è stata del 15,1%, segnando il peggior calo da febbraio. Questi dati sono stati riportati da Bloomberg, che ha spiegato che diverse pubblicazioni sul web attribuiscono questo forte calo alle voci secondo cui il Tesoro deli Stati Uniti potrebbe riciclare denaro sporco mediante il mercato delle criptovalute. Inoltre, Ethereum, la seconda valuta digitale dopo Bitcoin, ha avuto un calo del 18% nello stesso arco temporale.

Questi dati vengono dopo l’approdo di Coinbase al Nasdaq, evento che aveva contribuito al raggiungimento di un nuovo record per Bitcoin, ossia quota 64.869 dollari. Il Bitcoin è valutato più di 1.000 miliardi dopo che l’ultima anno ha registrato una crescita esponenziale che va oltre l’800%.

Bitcoin: raggiunti i massimi storici settimana scorsa

In settimana, il Bitcoin aveva toccato i massimi storici a 64.829, un rally che si è acceso definitivamente grazie alla quotazione a Wall Street, come accennato prima, della piattaforma adibita agli scambi Coinbase. Inoltre, anche Coindesk riporta la stessa notizia di Bloomberg, secondo la quale il Tesoro degli USA potrebbe seriamente aver iniziato attività di riciclaggio usando criptovalute.

Ma pare che le situazioni negative non finiscano qui. Lo stop sarebbe avvenuto anche a causa dei blackout di corrente provenienti dai computer del nord della Cina. In questo modo, i “miner” non hanno potuto più svolgere il loro mestiere, essendo che non hanno potenza a sufficienza per “minare” i Bitcoin. Tutto ciò sta accadendo principalmente a causa dei controlli che stanno attuando in merito alla questione le autorità di Pechino, che hanno inevitabilmente fatto rallentare il processo.

Teoricamente, sempre come spiegano gli esperti, tutto ciò non va a causare cali di prezzi ma un sensibile rallentamento delle transazioni. Spiegato in soldoni, diventa più complicato andare a spostare le monete negli scambi per effettuare la vendita.

VIAcorriere