blankMolti utenti hanno espresso la loro disapprovazione per l’introduzione di un gadget in grado di rilevare quante persone ci sono in una stanza. Lo scopo è addebitare eventuali costi aggiuntivi per i servizi in streaming.

Il giornalista Sean Aitchison ha condiviso su Twitter uno screenshot di un comunicato stampa ricevuto recentemente. Nell’e-mail si spiega che questa nuova tecnologia è stata sviluppata dalla piattaforma di Xcinex Venue. Il nuovo gadget avrà la “capacità di monitorare una qualsiasi stanza e vendere singoli biglietti On-Demand per visualizzare i contenuti”.

“Il nuovo dispositivo di Venue è come nessun altro prodotto sul mercato perché contiene un sensore di rilevamento che conta il numero di membri presenti nella stanza, dando così ai creatori di contenuti la possibilità di vendere i biglietti in base al pay-per-viewer. Il dispositivo rivoluzionerà il modo in cui i consumatori selezioneranno, acquisteranno e visualizzeranno contenuti. Un anno fa si parlava di una tecnologia simile che avrebbe sfruttato il riconoscimento facciale e quello vocale, scansionando il viso, piuttosto che utilizzare degli appositi sensori.

Sensori nella stanza che addebitano ogni utente rilevato, le polemiche di questa nuova tecnologia

Centinaia di persone hanno espresso le loro preoccupazioni per questo gadget misterioso, non solo per l’addebito di costi aggiuntivi ma per i dati rilevati. “Perché qualcuno dovrebbe acquistare un dispositivo che li addebita in base alla quantità di persone in una stanza e li monitora? Chi vuole quel livello di intrusione in casa?”. Un altro utente replica: “Al di là delle orribili preoccupazioni per la privacy, conterà i cani di grossa taglia? Fantasmi? Se qualcuno passa per caso?”

Altri hanno trovato ironica l’idea alla base di una tecnologia del genere, facendo riferimento ad alcuni partner che fissano il cellulare tutto il tempo mentre si guarda un film. Atkin ha sottolineato che questo dispositivo non monitora gli utenti ma li conteggia. “Non direi ‘monitorato’. Direi contabilità”, ha annunciato. “Non usa il riconoscimento facciale. Si assicura solo che il numero di persone nella stanza corrisponda al numero di biglietti on demand acquistati.”