coronavirusNella lotta alla diffusione del coronavirus un ruolo fondamentale potrebbe essere ricoperto dalla tecnologia. In tutta Europa si stanno infatti diffondendo le applicazioni per il contact tracing. In Italia, Immuni, è stata scaricata ad oggi da circa 9 milioni di persone. Benché i numeri, sopratutto dopo l’apertura delle scuole, hanno registrato un notevole incremento, siamo ancora lontani dalle quote necessarie per garantire una reale efficacia.

Al moneto del lancio infatti si stimava che almeno il 60% della popolazione avrebbe dovuto aderire al progetto. Tuttavia, soprattuto per il timore di vedere la propria privacy violata, il numero di download non si è neanche avvicinato alle cifre sperate. Adesso però, con la nuova ondata di coronavirus, le cose potrebbero cambiare.

Coronavirus: Immuni può diventare obbligatoria?

 

In primis si deve chiarire come Immuni garantisca l’assoluta protezione dei dati personali e che la segnalazione di un’eventuale positività sia a discrezione del cittadino. Tuttavia questo sistema potrebbe portare un notevole aiuto alle strategie di prevenzione imposte dal Governo. Ecco perché negli ultimi giorni si è iniziato a parlare di rendere il download dell’App di contact tracing obbligatoria per tutta la popolazione. Il DPCM del 18 ottobre muove i primi passi in questa direzione; per tutto il personale delle ASL infatti si è reso obbligatorio l’utilizzo dell’applicazione e l’invio del codice in caso di positività.

Restano comunque ancora numerose problematiche riguardo una possibile obbligatorietà del download di Immuni. L’app per la prevenzione della diffusione del contagio da coronavirus infatti non è supportata da tutto gli smartphone in circolazione, soprattuto per quanto riguarda i modelli più vecchi. Non resta dunque che attendere altre novità anche in virtù del tanto decantato principio di volontarietà del download.