Un gruppo di scienziati ha utilizzato le onde sismiche per “spiegare il senso del tatto in una legge universale”, aprendo la strada a una realtà virtuale iperrealistica. La teoria della “Universal law of touch“, quindi la teoria universale del tatto – inteso non come singolo tocco ma come parte dei cinque sensi – è merito dei ricercatori dell’Università di Birmingham.

Per giungere alla teoria definitiva sono stati utilizzati – e poi confrontati – dei recettori tattili negli esseri umani e in altre specie animali. “Il tatto è un senso primordiale, importante per i nostri antenati quanto lo è per i mammiferi moderni, ma è anche uno dei sensi più complessi e quindi meno compreso“, afferma il dott. Tom Montenegro-Johnson della School of Mathematics dell’Università di Birmingham, ideatore della ricerca. “Anche se abbiamo leggi universali per spiegare la vista e l’udito, questa è la prima volta che siamo in grado di spiegare il tatto“.

Il team di Montenegro-Johnson ha studiato un tipo di onde sismiche note come onde di Rayleigh, create dall’impatto di due oggetti. Applicando tutte le teorie dei terremoti per modellare il modo in cui le vibrazioni viaggiano attraverso la pelle, il team ha scoperto che i recettori delle vibrazioni sotto la pelle rispondono alle onde di Rayleigh allo stesso modo indipendentemente dall’età, dal sesso o persino dalla specie. “I principi che abbiamo definito ci consentono di comprendere meglio le diverse esperienze di contatto tra una vasta gamma di specie“, spiega il coautore della ricerca, James Andrews.

“Viviamo in una simulazione al computer”, Realtà Virtuale e fisica potrebbero presto confondersi tra loro e diventare indistinguibili

La legge universale è stata delineata in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Advances. I ricercatori dell’Università di Birmingham fanno parte del consorzio europeo H-Reality, che sta utilizzando questa teoria per sviluppare tecnologie VR di prossima generazione. L’ambizione del gruppo è “fornire una realtà rivoluzionaria, senza vincoli, virtuale-tattile“. È uno dei tanti sforzi per creare mondi digitali che siano indistinguibili dalla realtà. Ad esempio, la startup Ultraleap con sede a Bristol crea hardware con feedback tattile in grado di simulare il tocco virtuale. Le applicazioni spaziano da videogiochi e chat room, a chirurgia remota e allestimenti industriali che consentono ai lavoratori di controllare a distanza macchinari pericolosi.

Probabilmente l’applicazione più ambiziosa è la creazione di mondi di realtà virtuale che sembrano realistici, come se fossero parte della nostra realtà fisica. Questo ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla percezione e l’attuale comprensione della realtà da parte dell’umanità. Fisici teorici e filosofi hanno proposto che stiamo vivendo in una simulazione al computer in stile Matrix, citando il tasso di progresso tecnologico e il rapido tasso di miglioramento dei videogiochi.

Uno dei sostenitori più accesi della teoria della simulazione è Elon Musk. Nel 2016 ha affermato che esiste una probabilità del 99,99% che l’universo in cui viviamo sia una simulazione al computer. “Quarant’anni fa avevamo Pong: due rettangoli e un punto. Ora abbiamo simulazioni 3D fotorealistiche con milioni di persone che giocano contemporaneamente e le cose migliorano ogni anno. Se presumi un qualsiasi tasso di miglioramento, i videogiochi e i mondi virtuali diventeranno indistinguibili dalla realtà”. Un documento di ricerca del 2017 sembra dissipare l’idea di Musk. I dati per una simile simulazione su un computer classico “richiederebbe una memoria costruita con più atomi di quanti ce ne siano nell’universo“.