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Le tecnologie di riconoscimento facciale sono da sempre considerate controverse. Usate su larga scala in paesi dove la libertà non è un concetto che viene visto come da noi, per esempio la Cina, ma anche in paesi dove invece dovrebbe esserlo, come negli Stati Uniti. Proprio in quest’ultimo paese, la polizia fa largo uso di queste tecnologie e di recente è stato riconosciuto un errore che si porterà dietro degli strascichi importanti.

Per la prima volta, perlomeno di caso noto, c’è stato l’arresto di una persona a causa di un errore della tecnologia in questione. Un uomo afroamericano è stato arrestato a Detroit dopo che il suo volto era stato associato a quello di un taccheggiatore. Ovviamente sono state portate prove schiaccianti a favore dell’innocenza dell’uomo.

Oltre a questo aspetto però, si tratta di un errore epocale per questo genere di tecnologie. Se già prima era viste in malo modo, ora che è stato provato che possono sbagliare saranno ancora di più messe sotto accuse e ci saranno proteste per vedere sparire il loro utilizzo.

 

Riconoscimento facciale: una tecnologia controversa

Le parole dell’uomo: “Le mie figlie non riescono a non pensare a quando mi hanno visto ammanettato e messo in una macchina della polizia. Ma possono anche vedermi usare questa esperienza per portare del bene nel mondo. Ciò significa aiutare a garantire che le mie figlie non crescano in un mondo in cui la patente di guida o le foto di Facebook potrebbero essere utilizzate per indirizzarle, rintracciarle o danneggiarle“. Un polemica che continuerà e si ingrandirà, soprattutto ora che molte aziende stanno vietando alla polizia l’uso delle loro tecnologie.