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Uno degli argomenti caldi del momento è sicuramente il 5G, la nuova rete dati di quinta generazione rappresenta infatti un grande passo in avanti rispetto al 4G LTE, arrivando ad offrire velocità in download e upload nell’ordine dei 20Gbps e una latenza di appena 1ms.

Queste specifiche mostruose sono rese possibili grazie ad una nuova architettura di rete, che consente una migliore gestione di un alto numero di dispositivi connessi, unita all’impiego di onde ad alte frequenze che consentono una trasmissione di dati ad alta velocità, principalmente in 3 bande, 700MHz, 3700MHz e 26GHz.

Il 5G però, non fa parlare di se solo per le caratteristiche impressionanti legate alla sue prestazioni, ma anche per la sua sicurezza, infatti in molti hanno palesato numerosi dubbi riguardo la sicurezza di una lunga esposizione ad onde ad alte frequenze, fomentando dibattiti accesi, spesso un po’ troppo.

Un logico chiarimento legato al DVBT2

A scanso di equivoci, la prova definitiva che il 5G non è pericoloso ci viene fornita dalla TV digitale terrestre, infatti, stando alle normative da rispettare, la maggior parte delle emittenti televisive, nel passaggio al DVBT2, dovrà liberare la banda a 700MHz, la quale verrà poi rimodulata per l’uso nel 5G.

Questo fattore è determinante nel capire come una lunga esposizione alle onde del 5G non è pericolosa per la nostra salute, dal momento che si tratterebbe delle stesse onde già usate precedentemente per la televisione e a cui quindi eravamo già esposti.

Non bisogna dimenticare che non c’è alcuno studio scientifico che dimostri la pericolosità del 5G per la salute umana, quindi non bisogna credere alle fake news bensì alle evidenze oggettive.