L’imminente arrivo della connessione 5G in moltissime città italiane, con l’attivazione delle reti e dei ripetitori anche per gli utenti privati oltre che per le aziende, sta creando moltissimo hype nel mondo delle telecomunicazioni.

Anche il pubblico freme per vedere cosa sarà in grado di fare questa connessione tanto agognata quanto criticata, e data l’impossibilità di arrestarne l’ascesa, è il momento di godersi tutte le sue potenzialità.

Ma dietro questo evento epocale si celano molti aspetti, ritenuti forse di secondaria importanza, che invece andrebbero analizzati per le implicazioni che essi avranno sul mondo delle telco e, conseguentemente, sugli utenti. La creazione delle infrastrutture e l’attivazione delle reti 5G ha infatti impegnato moltissimi capitali provenienti dagli operatori, che hanno fatto un grande sforzo nell’investire in questa connessione.

Non è un segreto, infatti, che il mercato delle telco abbia subito un crollo non indifferente, con un trend in picchiata negli ultimi nove anni. A rivelarlo, un recente studio condotto sull’andamento degli introiti delle compagnie telefoniche.

Ad inasprire la situazione, dunque, vi sono questi fondi investiti nel 5G che devono essere necessariamente recuperati. Una strada già intrapresa consisterà nell’aumento del costo dei bundle per fruire della nuova rete.

Un’altra possibilità, che si comincia a delineare all’orizzonte, sarebbe lo switch off del 3G.

Addio 3G: la rete messa in discussione al suo ventennale

Dopo ben 20 anni di onorato servizio, la connessione 3G potrebbe definitivamente essere spenta. Benché non si conoscano ancora le tempistiche di questo cambiamento, attualmente le reti di terza generazione rappresentano un ulteriore dispendio di denaro ed energie, che invece andrebbero concentrate sulle reti del futuro.

La direzione degli operatori in tal senso non è ancora chiara, ma secondo alcune indiscrezioni, una volta valutata l’effettiva copertura della rete 4G, si potrebbe procedere con il graduale switch off della connessione 3G.