SMS

Se qualcuno solo pochi anni fa avesse scommesso sulla morte degli SMS nell’uso quotidiano degli utenti avrebbe perso una vera fortuna. Già, non solo i messaggi di testo non sono morti, ma sono ancora molto usati come dicono le statistiche europee. È ovviamente chiaro che le varie applicazioni di messaggistica istantanea si spartiscono il mercato, ma c’è un settore nel quale gli SMS stanno guadagnando credito: parliamo prinicplamente del direct marketing, delle comunicazioni bancarie o quelle provenienti da gestori di telefonia e logistica.

Una ricerca condotta con Doxa dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano conferma che sono stati inviati ben 4,2 miliardi di SMS nel 2018, con un inaspettato incremento del 6% sul 2017.

Una seconda dimostrazione della vitalità degli SMS è emersa dalla ricerca della piattaforma di mobile marketing Skebby, la quale segnala un aumento del numero di messaggi inviati a fini promozionali o informativi, con un trend di crescita più rapido della media.

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Avete preparato la fossa troppo presto: gli SMS sono vivi e vegeti

Il settore trainante è il direct marketing, vero e proprio motore della rinascita dei messaggi di testo. Tante piccole e medie imprese italiane – palestre, parrucchieri, ristoranti e negozi di abbigliamento – hanno deciso di usare gli SMS per tenere informati i propri clienti su promozioni, variazioni di orario, periodi di chiusura e altro.

Ma non è finita qui, poiché anche i professionisti quali avvocati, commercialisti e medici sono avvezzi al loro uso per confermare, spostare o ricordare appuntamenti alla propria clientela. E che dire della vostra banca o del corriere che vi sta per consegnare il pacco tanto atteso?

La risposta al perché in tanti si affidano ancora agli SMS è semplice: sono una tecnologia del passato che non ha bisogno di internet e che è indipendente da qualsiasi piattaforma o sistema operativo usate per mandarli.