Facebook, si sa, è uno degli strumenti – e dei canali – più utilizzati per diffondere bufale e creare allarmismi inutili. Quella contro le fake news è, tra l’altro, una battaglia che Mark Zuckerberg sta conducendo con particolare dedizione negli ultimi anni, introducendo filtri e strumenti che, grazie all’intelligenza artificiale ed alcuni algoritmi, riescono ad analizzare i contenuti condivisi sul Social Network, individuare le possibili notizie false e portarle all’attenzione di chi di dovere.

Eppure, l’ironia della sorte vuole che il post più condiviso su Facebook in questi primi mesi del nuovo anno sia proprio una fake news. La notizia è stata diffusa da un giovane editore verso gli ultimi giorni di Gennaio: il post, ben costruito e ricco di parole che hanno saputo colpire il lato più debole delle persone, facendo leva sulle loro emozioni e le loro paure, è stato poi pubblicato sulla pagina Facebook di una radio locale abbastanza seguita, generando tantissime interazioni in poco tempo, fino a diventare un vero e proprio fenomeno virale.

Leggi anche:  Facebook pagherà 40 milioni di dollari per chiudere diverse cause

Facebook: il post più condiviso sul Social Network nel 2019 è una fake news

In soli due mesi è diventato il post più condiviso su Facebook, contando oltre ottocentomila interazioni raggiunte nelle sei settimane successive al momento della sua pubblicazione, quasi il doppio rispetto ad ogni altro contenuto in lingua inglese condiviso quest’anno su Facebook.

Il titolo del post? Sicuramente accattivante: “Il sospettato trafficante di esseri umani, il predatore di bambini, può essere nella nostra zona”. Poche parole, ma intelligentemente scelte per diffondere panico facendo breccia su uno dei temi che più preoccupano le generazioni più adulte, ovvero il rapimento di bambini, generando condivisioni e interazioni a catena.

A quanto pare, Facebook ha ancora molto lavoro da fare per evitare che notizie del genere continuino ad essere diffuse sul Social.