Google e Facebook non perdono tempo, violato il nuovo GDPR
Google e Facebook non perdono tempo, violato il nuovo GDPR

Forse vi sarete accorti che è cambiato il regolamento che protegge la privacy degli utenti su Internet. Se è così, l’avrete di sicuro notato all’apertura di ogni sito web e dalle finestre che comparivano per avvertirci. Non è passato molto da quanto entrata è entrato in vigore il nuovo GDPR, ma tanto è bastato per due colossi tecnologici a violarlo.

Google e Facebook sono stati accusati da Non-profit noyb.eu di questo e hanno presentato un reclamo contro le due società, oltre che a quelle satellite come WhatsApp e Instagram. L’accusa parla di consenso forzato che si può tradurre con prendere o lasciare. Sostanzialmente, se gli utenti vogliono continuare ad usare il servizio, devono per forza accettare il tutto.

 

Una situazione che capita spesso

Ecco uno stralcio della denuncia: “Facebook ha persino bloccato account di utenti che non hanno dato il consenso. Alla fine gli utenti avevano solo la possibilità di cancellare l’account o premere il pulsante Accetto. Non è una scelta libera, ma ricorda più un processo elettorale in Corea del Nord.”

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L’azione si basa un un articolo ai sensi della legge GDPR. Quest’ultima afferma che le aziende non possono associare un servizio con il requisito del consenso. Da questo ne consegue che l’accesso ai servizi non può dipendere dal fatto che un utente acconsenta all’uso dei dati.

Nonostante tutto però, il reclamo in se riconosce il fatto che abolire tale consenso, non significa che le società non possano più utilizzare i dati degli utenti/clienti. La raccolta dei dati è consentita, soprattutto quando è necessaria per il servizio, come per gli scopi pubblicitari o commerciali.

Se verranno giudicate colpevoli, Google e Facebook potrebbero pagare una multa combinata di 7 miliardi di dollari.