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CERN: dopo 2 anni riparte l’acceleratore di particelle

scritto da Gianni Fiore 05/04/2015 0 commenti 1 Minuti lettura
CERN
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CERN

CERN – acceleratore di particelle

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Al CERN l’LHC (Large Hadron Collider) meglio conosciuto come acceleratore di particelle ha ripreso la sua attività dopo due anni dallo spegnimento per manutenzione.

Dopo un primo fascio di protoni anche il secondo ha percorso l’anello di 27 Km di cui è composto l’acceleratore che attraversa Francia e Svizzera. Tutti soddisfatti al centro ricerche nucleari europeo dove il più grande acceleratore di particelle al mondo ha ripreso a funzionare dopo lo spegnimento avvenuto il 14 febbraio 2014 alle ore 6 del mattino.

Lo spegnimento è stato necessario per apportare aggiornamenti al sistema e ora i fasci di protoni che attraversano i 27 km della struttura sono più ricchi di particelle e più potenti. Al CERN è stato possibile dimostrare l’esistenza della cosiddetta particella di Dio, il bosone di Higgs, e ora è già il momento di guardare avanti alle nuove scoperte che il potenziato acceleratore potrà aiutare a scovare.

L’aumenta della potenza dell’acceleratore di particelle del CERN con fasci più ricchi consentirà di studiare molte più collisioni di quei miliardi che hanno consentito la scoperta del bosone di Higgs. Dal mini Big Bang fatto in casa si spera di riuscire a scoprire e studiare la “materia oscura” di cui si pensa sia fatto il 96% dell’universo.

“Confidiamo che questa nuova esplorazione possa aiutarci a gettare un po’ di luce sulle componenti oscure dell’universo, ma speriamo anche in sorprese inaspettate. Le premesse sono delle migliori, non resta quindi che augurare buon lavoro a LHC”, il commento di Fernando Ferroni, presidente dell’INFN, l’ente che coordina la partecipazione dell’Italia al CERN e al progetto dell’LHC.

Per conoscere i primi risultati derivanti dallo studio delle collisioni delle particelle bisognerà aspettare il 2016 in quanto le prime collisioni protone-protone si aspettano per giugno di quest’anno. L’acceleratore del CERN è progettato per funzionare a 13 mila miliardi di elettronVolt e ad una temperatura di 271 gradi sotto lo zero vicina allo zero assoluto che è pari a -273°C.

In un’operazione di routine, i protoni compiono 11.245 giri al secondo (viaggiano ad una velocità vicina a quella della luce), producendo fino a 1 miliardo di collisioni al secondo. Il centro di calcolo del CERN immagazzina oltre 30 Petabyte di dati provenienti dagli esperimenti dell’LHC ogni anno, l’equivalente di 1,2 milioni di dischi Blu-ray.

cernfisicatecnologia
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Gianni Fiore

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