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Wind-Infostrada l’operatore di telefonia fissa e mobile oggi ha dovuto affrontare un vero e proprio blackout del proprio servizio, un venerdì 13 da ricordare per Wind.

Dalle 11 di questa mattina la rete fissa e mobile di Wind-Infostrada è andata in tilt con un quarto degli italiani (questa l’utenza dell’operatore) tagliati fuori non solo dalla rete, ma anche dalla comunicazione telefonica.

Laconico il comunicato rilasciato da Wind solo dopo qualche ora sul proprio account twitter:

“Riscontriamo difficoltà di accesso ad Internet da fisso e da mobile. Stiamo lavorando per risolvere il problema. Ci scusiamo per il disagio”.

Disagio che continua tuttora e che sembra in fase di risoluzione anche se molte zone sono ancora colpite da non si sa quale particolare inconveniente. Oltre alle lamentele degli utenti, sono arrivate anche quelle di Altroconsumo che minaccia una class action e quelle della parlamentare  del Partito democratico componente della commissione Telecomunicazioni, Lorenza Bonaccorsi:

«L’Agcom e l’Antitrust chiedano spiegazioni a Wind per il pesante blackout che ha colpito la rete internet e della telefonia fissa e mobile». «Sui social network si sono riversati migliaia di utenti che protestano per il blocco del servizio». «A parte uno scarno comunicato di Wind, che parla di generiche “difficoltà”, non ci sono informazioni sulla durata del black-out e gli utenti sono stati lasciati sostanzialmente abbandonati per ore. Lavoratori, professionisti, imprenditori, famiglie: sono rimasti tutti al buio. È opportuno che le autorità di vigilanza verifichino cosa è successo e a chi vanno attribuite le responsabilità».

Certamente, oggi, restare senza internet non è un problema da poco visto che la rete è utilizzata in molti settori lavorativi, anche delicati, ma da quanto ricordi un tale disservizio e con una tale portata non si era mai verificato.

Come da titolo i motivi di questo black out sono sconosciuti (c’è chi ha attribuito il problema alle radiazioni solari) e molto probabilmente non li conosceremo mai. Sta di fatto che più che protestare sui social network di Wind-Infostrada e quelli di settore non si può fare. C’è anche da dire che una simile problematica è stata di una portata tale che non si potrà attribuire, credo, ad un errore umano o legato ad un singolo evento.

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