RECENSIONE Polestar 2 MY24: ecco cosa cambia con il restyling, ma conviene?Polestar 2 MY24 rappresenta il restyling di una delle vetture più amate dal pubblico, un mezzo di cui vi abbiamo già parlato in passato, ma che dimostra che spesso conviene tornare su auto testate in precedenza, così da permetterci di focalizzare la nostra attenzione su punti differenti. Vediamola meglio da vicino con la nostra recensione completa.

 

Design

Il design non è cambiato di tantissimo rispetto al modello precedente, la novità più evidente la troviamo nella calandra, il grigliato viene sostituito da un elemento interamente piatto che chiude il frontale incastonando la telecamera per i radar e gli ADASS della vettura. I fari sono sempre a LED con la firma che ricorda il martello di Thor, tipico delle vetture Volvo, ma questa versione gode anche della pixel technology, ovvero tanti piccoli pixel che, grazie agli ADASS, sanno dove andare ad illuminare per darvi la migliore luminosità possibile.

Per il resto la vettura è esattamente identica alla versione precedente, molto bello il colore bianco, con nuove varianti disponibili. In termini di dimensioni, la Polestar 2 MY24 misura sempre 4,60 metri x 1,98 metri di larghezza e 1,47 metri di altezza. Spostando l’attenzione nella parte posteriore, non manca la solita firma LED che abbraccia tutto il bagagliaio. Quest’ultimo ha capacità di 471 litri, con meccanismo elettroattuato per l’apertura, ed organizzato alla perfezione, data la possibilità di alzare delle vere e proprie paratie per riuscire ad utilizzare al meglio il vano (con uno spazio ulteriore nella parte bassa); il tutto viene completato dal frontale da 41 litri, all’interno del quale si possono eventualmente inserire i cavi di ricarica. Altrettanto allettanti alla vista sono i cerchi forgiati a doppio colore con pinze freni Brembo contrasto e ruote da 20 pollici.

 

Interni

La versione da noi testata presenta interni in nappa, un colore bianco che però si sporca troppo facilmente, con sedili traforati e quelli anteriori sono ventilati, oltre che essere riscaldati. Gli spazi rimangono leggermente stretti, infatti sedendosi sul sedile posteriore i piedi finiscono fin troppo nella parte inferiore del sedile anteriore, ed anche appoggiandosi al poggia-testa si va a toccare la parte superiore dell’abitacolo.

Spostandoci nella postazione di guida notiamo una grande cura nei dettagli, una fortissima attenzione da parte di Polestar ad ogni singola sfumatura, a partire ad esempio dal contrasto venutosi a creare con le cinture di colore giallo. Essendo l’azienda all’interno del gruppo Volvo, e dopo aver testato vari modelli della stessa azienda, si possono trovare similitudini non da poco.

Tutto il sistema di infotainment si concentra sul pad centrale in verticale, con sistema operativo basato su Android. Un punto a sfavore della vettura, in quanto è troppo minimal, capiamo il voler essere il minimo indispensabile, ma lato infotainment stiamo esagerando perché si può fare davvero ben poco, e le app sono supportate male con bug e rallentamenti.

Di serie, tuttavia, abbiamo la videocamera a 360 gradi, così da riuscire a controllare in ogni momento ciò che accade attorno alla macchina, potendo selezionare anche la singola telecamera, per poter godere di un dettaglio maggiore. Il volante è di grandi dimensioni, molto morbido e facile da impugnare, con il logo Polestar nero a contrasto. Non mancano il caricatore wireless da 15W, peccato solamente che tenda a surriscaldare eccessivamente lo smartphone, il selettore delle marce ed una grande luminosità interna, dettata dalla presenza del tetto panoramico con il logo Polestar proiettato sul tetto.

Motorizzazioni e prova su strada

Le versioni disponibili di Polestar 2 MY24 sono in aumento: si parte dalla Standard range Single Motor, Long range Single Motor, Long range Dual Motor e la Long Range Dual Motor Performance (la nostra versione con trazione integrale). Quest’ultima garantisce 476 cavalli (740 nm di coppia) di potenza, con una accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,2 secondi, una velocità massima di 205 km/h, per finire con una autonomia tra 580 e 680 km.

Il comportamento su strada è ottimo, a partire dall’assetto basso che porta con sé una stabilità superiore al normale in quasi tutte le condizioni. Per quanto riguarda i consumi, basandoci sul nostro utilizzo, la Polestar 2 MY24 ha consumato 24 kWh ogni 100km, raggiungendo quindi 490/500 km con un pieno di carica. La batteria può essere ricaricata fino a 205 kW con un tempo di ricarica completo in 28 minuti della capacità di 82 kWh. La postazione di guida non è delle migliori, lo spazio laterale è molto, anche grazie all’anima minimale della vettura, ma le persone molto alte potrebbe riscontrare difficoltà di vario genere. In primis il sedile deve venire abbassato completamente, e di conseguenza quando ci si accomoda si ha la sensazione di entrare in una conca, con conseguenti difficoltà di visione sugli specchietti laterali e posteriore (oltretutto l’appoggio del braccio sinistro è troppo alto/basso rispetto alla nostra postazione di guida).

 

Polestar 2 MY24 – conclusioni

In conclusione la Polestar 2 MY24 non riusciamo a promuoverla a pieni voti, è la macchina elettrica che più si contende il primato assieme a Tesla, tuttavia secondo noi è ancora troppo acerba sotto molteplici punti di vista (infotainment e spazi in primis). Per il resto la macchina viene commercializzata ad un prezzo di partenza di 54’550 euro, fino al massimo di 68’550 euro per la nostra versione.

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