Google Pixel Watch 2, la funzione dell'IA che ci salverà la vita

L’intelligenza artificiale (IA) sta diventando sempre più pervasiva nel mondo della tecnologia, e Google è all’avanguardia in questo campo. Due dei dispositivi che meglio incarnano l’uso avanzato dell’IA da parte di Google sono il Google Pixel Watch 2 e il Google Pixel 8. In particolare, il primo citato rappresenta un salto qualitativo significativo nella tecnologia di monitoraggio della frequenza cardiaca, grazie all’integrazione di algoritmi avanzati e sensori di nuova generazione.

Google Pixel Watch 2: il monitoraggio della frequenza cardiaca

Per comprendere appieno l’innovazione apportata da Google, è utile esaminare il funzionamento dei sensori PPG (Photoplethysmogram), che sono alla base del monitoraggio della frequenza cardiaca negli smartwatch. Questi sensori utilizzano la luce LED per rilevare le variazioni nel volume e nel movimento del sangue nel polso. Mentre la prima generazione del Google Pixel Watch utilizzava un sensore PPG a percorso singolo, la seconda generazione introduce un sensore LED a percorso multiplo. Questa innovazione permette al dispositivo di coprire una superficie cutanea più ampia, migliorando così l’accuratezza delle misurazioni.

Tuttavia, la vera rivoluzione sta nell’uso dell’intelligenza artificiale per interpretare i dati raccolti. Gli algoritmi sviluppati da Google per il Pixel Watch 2 sono in grado di elaborare un volume di dati molto più elevato rispetto ai dispositivi precedenti. Questi algoritmi sono stati perfezionati attraverso un vasto numero di test, che hanno permesso di affinare la loro capacità di riconoscere una varietà di scenari e condizioni. Ad esempio, gli algoritmi tengono conto di fattori come l’età dell’utente, il colore della pelle, il sesso e le condizioni di illuminazione ambientale. Questo livello di dettaglio consente al dispositivo di fornire misurazioni estremamente accurate, che possono essere utili in una serie di applicazioni, dalla monitorizzazione della salute alla pratica sportiva.

Articolo precedenteChatGPT: ecco perché le sue risposte hanno un limite di caratteri
Articolo successivoViolazione del copyright causata dall’intelligenza artificiale: chi paga?