asteroide

Non tutti sanno che il 13 Luglio 2023 la Terra ha rischiato seriamente di essere colpita da un asteroide che avrebbe causato danni incommensurabili.
L’asteroide in questione, denominato NT1, è praticamente passato accanto al nostro pianeta mantenendo, per nostra fortuna, una distanza di circa 100.000 chilometri.
In caso di impatto con la roccia spaziale, ci saremmo trovati costretti a dover sopravvivere ad una vera e propria catastrofe mondiale.
Tuttavia, oltre alla notizia in sé, ciò che ha sconvolto maggiormente, è il fatto che gli scienziati si sono accorti del pericolo imminente, solamente dopo che l’asteroide aveva già superato il nostro pianeta.
Ebbene sì, sembra che nessuno si fosse accorto prima di questa terribile minaccia, di conseguenza non è stato nemmeno possibile mettere in pratica alcuna strategia di prevenzione o di evacuazione.
La situazione ha così portato a galla la necessità di rivedere il livello di accuratezza e complessità delle tecnologie scientifiche mondiali.

Pericolo asteroide, la questione della sicurezza mondiale

L’asteroide NT1 viaggiava ad una velocità di 15 chilometri al secondo, e aveva un diametro compreso tra i 30 e i 60 metri. Il suo impatto con la Terra avrebbe causato, senza ombra di dubbio, un’esplosione paragonabile a quella della bomba atomica, con la conseguente creazione di un cratere dall’ampiezza di almeno un chilometro.
Senza contare il numero di vittime che un evento del genere avrebbe potuto provocare.
Nonostante la grandezza del “pericolo”, sembra che i nostri strumenti scientifici non siano riusciti a prevederlo in quanto, la pericolosa roccia spaziale proveniva dalla parte del Sole.
Basandoci su questa informazione,diventa quindi facilmente comprensibile il motivo per il quale gli scienziati non siano riusciti a prevedere in anticipo il pericolo.

La mancata “catastrofe” ha così portato alla luce la necessità di dover superare questi limiti attraverso l’apportò di tecnologie più sofisticate.
A tal proposito, l’ Agenzia Spaziale Europea ha già previsto, per il 2030, il lancio di Neomir, un satellite che sarà in grado di rilevare eventuali asteroidi provenienti dalla direzione del Sole.
In più, si sta lavorando al fine di realizzare satelliti o altre tecnologie che siano in grado di cambiare, nel caso dovesse essere necessario, persino la traiettoria degli asteroidi.

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