In questi giorni la Nasa ha dato il via ad una nuova missione che prende il nome di Lucy. L’obiettivo è studiare due asteroidi che circondano Giove. Gli scienziati ritengono siano resti di materiale primordiale che ha formato i pianeti esterni del sistema solare.

La missione si prefigge di esplorare una grande quantità di asteroidi entro i prossimi 12 anni. Tutto ha avuto inizio poche ore fa con il lancio dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida. La navicella dovrebbe volare accanto ad un asteroide posizionato nella fascia principale del sistema solare. Se non ci sono intoppi, la navicella approderà attorno a Giove nel 2027. Durante questo lasso di tempo ci saranno anche tre voli di ritorno sulla Terra per i rifornimenti necessari ed eventuali manutenzioni. Anche in questo genere di procedura, questo lancio nello spazio è unico nel suo genere.

NASA, rivelati i piani della missione Lucy: esplorare ed analizzare gli asteroidi che circondano Giove

Gli asteroidi troiani, che prendono il nome da personaggi della mitologia greca, circondano il Sole in due sciami. Un gruppo viaggia davanti a Giove e l’altro alle sue spalle. Gli esperti sperano che studiare da vicino questi asteroidi aiuterà a capire meglio in che modo i pianeti del nostro sistema solare si sono formati 4,5 miliardi di anni fa e come siamo arrivati alla configurazione attuale.

“Questi asteroidi troiani sono tutto ciò che resta dei primi giorni di vita del nostro sistema solare, veri e propri fossili”, spiega la Nasa. L’agenzia spaziale ha anche dichiarato che nessun’altra missione in assoluto è mai stata programmata con l’intento di visitare così tanti asteroidi. Lucy, che prende il nome da un antenato dell’essere umano fossilizzato il cui scheletro ha fornito una visione unica sull’evoluzione, ha una dimensione di oltre 14 metri. La maggior parte è composta da enormi pannelli solari utilizzati per alimentare la navicella.

Tutti gli strumenti necessari per lo studio degli asteroidi – insieme ad un’antenna di due metri di altezza per comunicare con la Terra – saranno posizionati sul corpo del veicolo. Concludiamo ricordandovi una piccola curiosità sul perché uno dei nostri antenati si chiama proprio Lucy. Il fossile di Lucy, portato alla luce in Etiopia nel 1974, prende il nome dalla canzone dei Beatles “Lucy in the Sky with Diamonds” – suonata ripetutamente durante gli scavi.