Coronavirus

Scatta l’allarme Coronavirus, ma questa volta non è solo per i contagi e le possibili varianti. Infatti la comunità medico-scientifica è spaventata dalle conseguenze e dagli effetti che manifesta chi è guarito dal Covid-19. Purtroppo i danni che lascia a chi è sopravvissuto spesso sono a lungo termine e colpiscono il sistema nervoso. Ecco cosa sta succedendo in molti dei pazienti guariti.

 

Studi rivelano danni a lungo termine per molti che sono guariti dal Coronavirus

Moltissimi studi medico-scientifici che si sono concentrati sui sintomi post-Coronavirus hanno rivelato che molti pazienti guariti dal Covid-19 manifestano danni a lungo termine. Questi effetti purtroppo stanno colpendo il sistema nervoso. Cali di memoria e attenzione, mal di testa e assenza di olfatto sono tra quelli più delicati. Tuttavia vi sono anche svariati casi di ictus, encefaliti e crisi epilettiche.

Gli esperti hanno ribattezzato queste conseguenze con il nome di NeuroCovid. Uno studio condotto a Bergamo ha valutato gli effetti del Coronavirus su 1.760 pazienti. Di questi 137 hanno manifestato complicazioni neurologiche serie dopo la completa guarigione.

A Brescia su 165 pazienti “il 70% riferisce disturbi neurologici a distanza di 6 mesi dalla dimissione. Tra i sintomi più riportati vi sono stanchezza cronica (34%), disturbi di memoria e concentrazione (32%), disturbi del sonno (31%), dolori muscolari (30%), disturbi della vista e testa vuota (20%). Inoltre, disturbi depressivi o ansiosi sono presenti in oltre il 27% del campione”. Questo è quanto riferito dal dott. Alessandro Padovani, direttore della Clinica Neurologica Università degli Studi di Brescia.

La Società Italiana di Neurologia ha lanciato l’allarme dei pericolosi strascichi che il Coronavirus lascia in molti pazienti guariti. È lo stesso presidente Gioacchino Tedeschi a descrivere il lavoro svolto. Tutto questo con il fine di poter conoscere che legame ci sia tra il Sars-CoV-2 e i danni al sistema nervoso. Solo così sarà possibile abbassare il livello di crisi sanitaria e “mettere a punto protocolli clinici che aiutino a intervenire tempestivamente”.

Occorre agire il più velocemente possibile anche perché, molti che sono e saranno vaccinati contro il Covid-19, comunque a suo tempo ne sono stati contagiati.

 

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FONTEAnsa