spidLa tragica storia della bambina siciliana che a perso la vita a causa di una challenge di Tik Tok potrebbe portare all’introduzione della SPID come strumento di protezione. La vicenda è ormai piuttosto nota; una bambina di 10 anni ha perso la vita a causa della “Blackout challenge” l’ultima sciagurata e senza senso sfida social.

Adesso pare che finalmente qualcosa si stia muovendo per arginare l’ingresso sui Social Network dei giovanissimi che spesso si trovano ad utilizzare queste piattaforme completamente ignari dei possibili rischi in cui possono incorrere. Appare evidente infatti come Social Network come Tik Tok e Instagram siano popolati da giovani e giovanissimi, per di più spesso senza alcun tipo di controllo. Per limitare questa pratica dunque si è pensato di sfruttare il nuovo sistema di identità digitale.

SPID: un nuovo strumento per l’agenzia verification

 

Ad onore della cronaca si deve sottolineare come esistano già strumenti per la navigazione sicura dei più piccoli; uno su tutti il parental control. Tuttavia questi strumenti risultano ancora oggi troppo poco utilizzati. Dopo la tragedia avvenuta qualche giorno fa il tema della sicurezza digitale per i più piccoli e di nuovo tornato in auge. Ad intervenire sull’argomento anche la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

Secondo la Sottosegretaria l’utilizzo degli smartphone dovrebbe venire vietato per legge ai minori di 14 anni proprio in virtù di alcune applicazioni che possono causare dipendenza. Inoltre per una maggiore regolamentazione si potrebbe sfruttare la SPID, l’identità elettronica per effettuare l’iscrizione verificata sui social network. Sembra già pronta una bozza di disegno di legge, non resta dunque che attendere la decisone parlamentare.

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